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sabato 13 dicembre 2014

La provincia di Rionero


CAMERA DEI DEPUTATI N. 3141
PROPOSTA DI LEGGE
d'lniziativa del Deputato PAGLIUCA
Annunziata il :4 Agosto  1957
Istituzione della provincia del Vulture con capoluogo Rionero



ONOREVOLI COLLEGHI! - L'aspirazione dei comuni della zona del Vulture alla istituzione di una terza provincia lucana con
capoluogo Rionero non costituisce manifestazione di vieto e sorpassato campanilismo, ma. indiscutibile ed imperiosa esigenza di migliore funzionalità dei servizi che stanno alla base del progresso civile, nel campo amministrativo,
economico, culturale e sociale… 
…La nostra proposta tiene conto delle necessità che i comuni costituenti la nuova provincia del Vulture siano vicini il più possibile al capoluogo. Riconosciamo le nobili tradizioni storiche di Melfi: la sua importanza ai tempi dei Normanni e degli Svevi; le vestigia visibilissime della civiltà medioevale: il sarcofago marmoreo del periodo imperiale, la Cattedrale, la Porta Venosina, il Castello, i Portali romanici di Sant' Andrea e di Santa Maria la Nova le Chiese di San Lorenzo, della Madonna delle Spinelle, di Santa Lucia e di Santa Margherita; il retaggio glorioso lasciato da
uomini di vasta cultura, di illimitata generosità e di fama nazionale: ma ciò non conta agli effetti di una migliore funzionalità della organizzazione amministrativa, politica ed economica di una provincia.
Per tale migliore funzionalità è preminente il fattore topografico. Nel nostro caso il fattore topografico è a favore di Rionero centro propulsore di tutte le attività della intera zona del Vulture, come è inoppugnabilmente illustrato dal seguente prospetto nel quale sono indicati i comuni che dovrebbero costituire la nuova provincia e la distanza
intercedente tra ciascuno di essi e Rionero, Melfi e Potenza. 
Da tale prospetto risulta che sui 20 comuni, tutti della stessa regione Lucana, che costituirebbero la nuova provincia, ben 16, ossia i quattro quinti, si trovano da Rionero a minor distanza che da Potenza e Melfi.
Basta dare uno sguardo alla carta topografica allegata per rilevare ictsi oculi che Melfi risulta decentrata rispetto all'intera zona del Vulture e con la sua eventuale elevazione a capoluogo della istituenda provincia si ripeterebbe l'errore commesso nell'istituzione della provincia di Matera, dovuta ad interferenze politiche.
Matera è città decentrata, al confine con la provincia di Bari. I comuni dipendenti, siti nelle valli del Sinni, dell'Agri, del Bradano e del Basento, .non sono allacciati e non potranno essere mai allacciati con strade trasversali alle valli stesse, le quali, quasi parallelamente, corrono al mare Ionio.
La stessa città sorge sul torrente Gravina, affluente del Bradano, ed ha caratteri e topografia completamente diversi da quelli dei comuni dipendenti, di modo che questi, distaccati dalla provincia di Potenza per formare l'altra di Matera, hanno ben poco guadagnato nelle distanze dal capoluogo e nel decentramento amministrativo ed hanno economicamente perduto.
Riteniamo che tale errore non debba ripetersi con la costituzione della terza provincia lucana. Rionero in Vulture si trova, come innanzi abbiamo rilevato, al centro dei 20 comuni che dovrebbero costituire tale provincia, a cavaliere della Valle di Vitalba, in zona saluberrima ed incantevole dal punto di vista panoramico, frequentata per villeggiatura.
È buon punto di partenza per la visita al Vulture (metri 1327), antico vulcano spento, dal quale si gode il panorama su notevole parte della Puglia. Una rotabile, attraverso un magnifico bosco, sale ai due laghi di Monticchio (chilometri 11) assai pittoreschi e suggestivi, che occupano il doppio cratere del cono eruttivo del vulcano. La zona è di grande interesse turistico per la bellezza del paesaggio; per le sue selve odorose, nelle quali vegetano circa un migliaio di specie diverse di piante e vive una fauna variatissima  per acque minerali di riconosciuto pregio. L'industria alberghiera ha avuto il suo inizio con la Casina del Laghi. Si può con certezza affermare che il turismo da solo sarà in grado di assicurare quelle maggiori entrate che sono richieste dalla istituzione della nuova provincia. Senza tener conto, sul piano econormco-provincìale, delle maggiori entrate derivanti dall'inevitabile incremento che raggiungerà ogni settore produttivo della zona. Sulla riva nord del lago orientale è l'Abbazia di San Michele, fondata dai Benedettini, nella quale si ammirano affreschi bizantini del secolo XI. Sullo stretto istmo che divide i due laghi si trovano le rovine della Badia benedettina
di Sant'Ippolito, abbandonata nel 500. La strada che sfocerà, attraverso l'Ofanto, nell'alta Irpinia, è già in avanzata costruzione ed unirà direttamente la Campania alla Lucania ed alle Puglie. Tra breve una funivia moderna, partendo
dal lago piccolo, a quota 650, salialla Croce del Vulture (metri 1327), da dove si potrà  godere ti panorama della piana dell'Ofanto del Tavoliere delle Puglie e del mare. Da Rionero parte la strada provinciale del Vulture per Palazzo San Gervasio: altre due per Venosa e per Contursi, si incontrano a breve distanza. :e’ in via di completamento la Rionero-Piano del Conte che direttamente unirà a Rionero le frazioni di Avigliano.
Questa rete stradale favorisce i traffici con tutti i comuni della zona del Vulture, tra le più caratteristiche della Lucania, rinomata, oltre che per le sorgenti di acque minerali dì Monticchio e di Rionero, per i vini pregiati, fra i migliori d'Italia, e per prodotti ortofrutticoli non di minor pregi Per inìziati va privata sono sorti e funzionano da parecchi anni, nell'amena cittadina, diversi stabilimenti per la lavorazione delle uve, ai quali si sono aggiunte di recente due vaste cantine: una, del Consorzio agrario, della capacità di ettolitri 30.00 l'altra a sfondo cooperativistico, della capacità di etto litri 10.000. Conseguentemente Rionero si ha la possibilità di lavorare oltre un milione di quintali di uva e di assorbire
per la lavorazione, le uve dell'intera zona del Vulture. Esistono inoltre a Rionero ben 15 frantoi modernissimi per la molitura delle olive. Infine un'altra branca dell'attività industriale dei Rioneresi è costituita dallo sfruttamento di numerose cave di pozzolana, che forniscono i cementiflci delle Puglie e della Lucania
L'industria alberghiera è in via dr promettente sviluppo, di pari passo con lo sviluppo del turismo.
La zootecnia è estesa in tutto il tenimento con notevoli allevamenti delle migliori razze ovine e bovine.
Nel campo scolastico, la situazione non meno soddìsfacente: una Scuola media, un Scuola di avviamento a tipo agrario, un istituto tuto magistrale sono in piena efficienza mentre è in corso di istituzione una Scuola superiore di agricoltura per periti agrari.
Nel settore del credito operano una filiale del Banco di Napoli ed una della Cassa risparmio di Calabria.
Per tali premesse, Rionero ha indubbiamente, di fronte a Melfi, un diritto di essere capoluogo della ìstituenda provincia
Questa sarebbe formata, come si è detto, da 20 comuni innanzi elencati, con una superficie complessiva di chilometri quadrati 168 ed una popolazione di 134.789 abitanti, e .avrebbe sicura autosufficienza economica per  il notevolissimo sviluppo della sua attività  industriale, commerciale ed agricola.
Ci riserviamo di presentare le deliberazione
favorevoli della maggioranza delle Amministrazioni comunali interessate.

lunedì 8 dicembre 2014

Mo ven’ Natal’

Mo ven’ Natal’


Eh si… anche quest’anno il Natale sta arrivando, povero economicamente e povero di valori.
Per me, che sono nato negli anni ‘70, il Natale era ben diverso. Un Natale povero economicamente ma ricco di valori.
I preparativi iniziavano il giorno dell’Immacolata  (ora si inizia dai primi di Novembre), magari dopo aver fatto un giro per la  Fiera,  dove ci si recava per comprare i pochi addobbi e qualche statuina da aggiungere al presepe.
     "Che bello, quando si faceva il presepe ˮ
A casa lo realizzava, quasi sempre,  mio fratello Nicola…devo dire che era  molto bravo.
Mentre Papà, si premurava di portare il muschio  dalla vigna, cresciuto all’ombra di qualche olivo; io andavo in stalla, dove c’era  il mulo, a  prendere  la paglia per fare la culla a Gesù bambino. Ne prendevo molta,  per farlo stare caldo.
Stavamo ore ed ore  a costruire il presepe, curato nei minimi dettagli: le luci da nascondere nelle casette e nelle grotte; le stradine; la Grotta ben curata; la cascata dell’acqua ( fatta con la carta alluminio da cucina, che chiamavamo carta argentata) …Durante la realizzazione del presepe, Nicola mi parlava dei vari personaggi e poi, di nascosto, mi piaceva parlare con loro: con il fornaio, col pastorello, con la massaia e con quel dormiglione di Benino, gli dicevo: oh hai durmut’ un’anno intero…e durm ancor?
Poi… sotto il presepe mettevamo l’unico e solo panettone da mangiare il 25 Dicembre e, fino a quel giorno…guardare e non toccare.
Oppure, sempre sotto il presepe, i Mastazzul’ , r’ Pett’l e i Cavzun’…che bontà (ora  si comprano direttamente nei supermercati e  va capesc’ cumm’ r’ fann’ )
Ma il giorno di Natale era stupendo.
Aspettavo quel giorno perché mamma faceva la lasagne…( quella pietanza la faceva due volte l’anno, a Natale e alla festa della Madonna ad Agosto )
Si alzava ben presto la mattina, andavamo prima a messa:  alla chiesa di San Francesco, poi, al rientro a casa, si dilettava vicino ai  fornelli a preparare quella pietanza tanto  attesa per mesi.
Oh…cumm’ sapiv’ quera  ‘lasagn’, con quel sugo di coniglio ripieno (conigli che allevavamo noi, cresciuti con sostanze naturali),  preparato il giorno prima e bollito sulla stufa a legna per tutto il giorno. Un profumo che riempiva casa… un profumo unico.
Nel frattempo, io andavo con papà  a dare gli auguri a zio Michele sop’ a u’ chian’ r’ i Murt’, il quale mi elargiva un piccolo regalo di 5 mila lire e poi si tornava  a casa a gustare il pranzo.
Lasagne, coniglio, insalata ( anche quella un paio di volte l’anno ), tanti mandarini e poi il panettone!
Il pomeriggio  giocavamo al gioco dell’ OCA, oppure a scopa. Nelle serate successive si giocava a Tombola con tutti gli amici di mio fratello ( vero Giovanni  G.? ).
Temo che il Natale moderno sia ben diverso da come l’ho vissuto in fanciullezza.
Un Natale consumistico, legato molto ai messaggi che ci trasmettono in TV. Sembra che non è Natale se non c’è pubblicità televisiva di panettoni, cioccolatini, spumanti ecc… per svanire tutto ad un tratto il giorno dopo la Vigilia.
Lasciatemi dire:  un Natale americanizzato, dove sembra che ci sia l’obbligo di comprare qualcosa.
Un Natale in cui se si entra in casa di qualcuno….mica trovi Gesù Bambino? No...trovi Babbo Natale.
Mah…

domenica 30 novembre 2014

Devozione al Padre Eterno (dialetto )

Devozione al Padre Eterno ( dialetto )

O Tata nuost'  chi stai 'n cielo, e t'hanno puost'  ndo lu Vangelo, rurmènno stai profunn' profunn'
nun pienz' ai uai ri quisto munn'!
Tu hai criata, vi', sta Natura: ri nui lasciata a edd' la cura. Edda lu Sole, l'aqua  ngi  rài, 
àcci e scaròle, e baccalài.
Ngi rài la neve, la grannanèta, e (rnarammèvel)  mai la muneta. 
N gi rài la vita, ngi rài la morte, ngi rài l'acita, la nèura Corte. i brutt' baciedd' nda i pulmùni, i gattariedd' nda i cannarùnil
Ngi mann' la tosse,  lu mal' ri core, ngi spezz' ri cosse, uh che rilòrel Ngi mann' lu male ri lu stintino,
ri pèp', ru ssàle e lu chinino!
E, vì, ngi rnànna  pi fign' la paglia e po na gliànna  ndo l'anginaglia.
Ma tu, chi ruòrrni  silinziuso, e sùlo ruòrrni ndo lu pirtùso, e nun ti sient'  ri zifidà, e, si uno rice
fatt' chiù dà, un gl nspunn,  e stai tuost'!
Ah! Ca stu munn'  iè Tata nuosr'.
Nu bèn' nun fai,  nu male manc',  nun pienz' a guai, si Protanquanc'! 
Nuingi truvàmo  ra nui la via,e ngi aiutamo e a eeussi ssia!

mercoledì 26 novembre 2014

Lu marmett'

Lu marmett' usato dai nostri contadini quando facevano jurnat ' nelle campagne. Utilizzato per contenere il cibo cotto.
Io lo uso ancora...








martedì 25 novembre 2014

Danni post terremoto Rionero

Oltre alla natura... ci si mise pure qualche scienziato a combinare danni.






tratto da : il Terremoto nel Vulture

domenica 23 novembre 2014

23 Novembre 1980

23 Novembre 1980





Ricordo quel giorno come fosse stato ieri…come un sogno.
Fu una  splendida giornata di sole ( come quella di oggi )…Quel giorno venne a pranzo la  mia nonna materna e  nel pomeriggio i miei genitori andarono in cantina a lavare i bidoni per fare l’olio.
In serata  mi misi a giocare con le costruzioni sul tavolo della cucina, il mio papà stava leggendo l’ultimo giornaletto di Selezione e la mia mamma,  appena uscita da farsi il bagno, stava sfogliando l’album delle fotografie…
Vi era un silenzio strano, surreale,  quando ad un tratto quel silenzio fu rotto da un fortissimo rumore, un boato. TUUUM…TUUUM..TUUUM. I vetri si misero a sbattere violentemente, il tavolo a sobbalzare, i ferri sulla stufa a saltare ( facendo uscire il fumo )…guardai mio padre, il quale lascio il giornaletto e gridò: TREM’…SCAPPAM’.
Seguii i miei genitori…non capivo nulla, in quel momento pensai : forse è la "CUFANARA ", al piano di sopra, che fa rumore; sarà caduta ( poverina era paralitica e con il bastone )…uscimmo fuori la porta e trovammo : Zì Michele U’ frances’ e zié  Rsnell’ che gridavano .
Via giù per quei sette scalini del condominio…via fuori lontano dalla casa.
Papà mi prese per  mano, la stringeva forte…uno sguardo alla palazzina…faceva avanti ed indietro come una mousse…poi uno sguardo al lampione della luce, si piegava quasi a toccar terra…uno sguardo a Zì Michele U’ Frances’  (si era inginocchiato a terra con la testa tra le mani);  dietro di me mamma accasciata sul bordo della strada che gridava con le mani in alto.
IOPapà, ma che succer’ ?
Papà:  cett’ statt’ ferm’ tenm’ la man’

Dall’altra parte della strada la famiglia Captonn’ , scappata giù di corsa…
Un attimo di tregua...sembrava tutto finito, papà mi lascò la mano e si diresse verso casa per aiutare la Cufanara ( mamma e figlia ) e la famiglia Aprile, bloccati sulle scale.
Quando ad un tratto riprese a tremare e… Via di nuovo lontani dal condominio.

 Dopo  circa 1 munto e 30 tutto finì…il terremoto (almeno nel mio quartiere di San Francesco )lasciò spazio ad  urla, pianti ed  abbaiare di cani…

sabato 22 novembre 2014

Preghiera della buona notte (dialetto rionerese)

'Nchiurr' la porta mia
cu' lù mant' r' Maria,
ch' la mazz r' San Giusepp'
ch' nìdd' r' San Simon'.
Avit', Ges' Crist' mij, ogni pirson.

Chiudo la porta mia
con il manto di Maria
con la mazza di San Giuseppe,
con l'anello di San Simone.
Proteggi, Gesù Cristo mio, ogni persona.

domenica 16 novembre 2014

Dal Barbiere

...Si sà... dal barbiere se ne sentono di tutti i colori; ma questa...
Mentre aspettavo che arrivasse il mio turno, per tagliarmi i capelli,  involotariamente ho ascoltato questa storia che un cliente stava raccontando al barbiere. Era una di quelle persone che: quando raccontano una storia, anche se comica, non si lasciano scappare alcun sorriso:
- Michè ( al barbiere ), hai visto Pasquale con quella "meccia" sulla testa?
- ah si si, ma che gli è successo?
- ma niiint'...l'altra sera è tornato a casa sua nata vota 'mbriaco...
-quindi?
- ma niiint'...è tornato tardi, la migliera già dormiva, senza fa casino è andato in cucina a bere un bicchiere d'acqua e ha dato con il "fruntile" sotto lo "stipetto".
- ah...
- è uscito il sangue ed è andato in bagno a darsi una sciacquata e a medicarsi, poi si è "curcquato senza fa capì nient' alla miglliera ca durmiv' "
- e pò?
- eeeh niint', la mattina dopo la migliera si è alzata per prima, è andata in bagno poi è uscita a chiamà a u marit'...Ha vucchiat'...Pasquààà, pur' air' ser' si turnat' 'mbriach' ah? e jied.. pcchè cumm' r saj? e jedd... pcchè', tin' la capa rott' e pò, hai attaccat' i cerott' all'ù specchj ' ndò u cess'...