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mercoledì 30 dicembre 2009

La Baronessa Rotondo e la Fontana Grande

Ma chi era il Barone Rotondo e la sua Baronessa? Che fine hanno fatto?
Dei Rotondo non c'è traccia, non è rimasta traccia a Rionero in Vulture, non solo nei repertori dei nomi di famiglie ma soprattutto nemmeno Giustino Fortunato, nei suoi scritti storici su Rionero, si ricorda di un barone Rotondo. Perchè?
Eppure dei Rotondo a Rionero qualcosa c'è, è rimasta.
Quali sono?
La prima : il palazzo del barone, il palazzo Rotundo o Rotondo attuale sede degli uffici comunali di Rionero;
La seconda, traccia labile ma memorabile della casata dei Rotondo ha un nome femminile : la baronessa, il canale della baronessa.
Era il capocanale della Fontana Grande, a 32 cannelle che, insieme a quella dei Morti e prima dell'arrivo dell' acquedotto pugliese, ora lucano, garantiva di abbondante acqua potabile Rionero. Non solo, ma la Fontana Grande, alimentava con le sue acque reflue il grande lavatoio.








martedì 29 dicembre 2009

Menphiti, Ruinae, Terremuoti

...Sono tornato a ...Guardare il letto; e intanto, il telegrafo annunzia che ...l'epicentro del terremoto è stato...è stato il Vulture! Se ha il I volume di Pagine e Ricordi parlamentari guardi a pagina 243. Ivi saprà che, nel paterno giardino di Rionero, io ricordo una piccola erma



Mephiti Ruinae Terremuoti

Sacrum


i tre legati ereditari del Mezzogiorno: Malaria, Fame Terremoto. E la mia casa paterna è lesionata.


Lettera di G. Fortunato a G. Ansaldo Luglio 1930





giovedì 24 dicembre 2009

Aùrji!!

P' cint' ann a questa via
a mèv, ai figli e
la patrona mia.
A màmm e a tàt
a sòr e fràt
e pùr ai cainat,
a cuggin, n'pùt e ziàn.
Alla àtt, a lu ciùcc e lu càn
e pùr a chi nun c'è chiù
fa nu p''zir pùr tu.
A la saròl e lu casciòn
ca auànn r cos
so giùt bòn.
Aùrji a tutt
a cumpagn e amic
e s' vulìt pur ai n' mic'.
P' Natàl n' 'mpozza mancà
carn, maccarùn e baccalà.
Aurji a Sìnc e amministrazion
chi sa facess'r na càsa bòn.
Aùrji pùr all' opposizion
s' quìrj sgàrr'n
m' nàtr n'do lu b'dòn.
Aùrji a priùt, monch e pìzòch
ca prèan p' nùj e ninnè pich.
AU'RJI A STU BELL PAES'
NDO VE'N TANTA GENT A FA LA SPE'S.
AU'RJI A LA MUNTAGN
CA N'UARD TUTT I JURN
E CA N PORT ARIA FRESC' CH
ACQUA E CASTAGN.

Poesia di Nicola Sperduto vietata la riproduzione

venerdì 18 dicembre 2009

CAPITOLATO DI APPALTO PER LA COSTRUZIONE DELLA TORRE DELL'OROLOGIO

Rionero 4 Agosto 1887

1)L'appalto ha per oggetto la costruzione di una torre per situare un orologio a base del progetto d'arte redatto dal perito Giulo Pallottino il 6-7-1887 debitamente approvato. Ne sarà aggiudicatario il migliore offerente in ribasso. Non si farà luogo all'aggiudicazione se non vi saranno almeno due concorrenti.
2)Per essere ammesso all'astai concorrenti debbono dimostrare la propria attitudine a poter eseguire l'opera, e dopositare nella Segreteria Comunale la somma di L.100 di cauzione per le spese inerenti all'asta stessa, che sono a carico dell'aggiudicatario.
3)L'opera deve essere eseguita nel periodo di tre mesi dal giorno in cui gli verrà imposto dall'amministrazione.
4)Il materiale da adibirsi nella costruzione dovrà essere quello determinato nel progetto, come il legname per la gradinata deve essere di castagno ben stagionato.
5)Per nessuna ragione l'aggiudicatario può pretendere revisione dei prezzi sui quali si procede all'asta.
6)L'Amm.ne si riserba il diritto di vigilare la persona di sua fiducia l'esecuzione dell'opera, nè appaltatore può quindi rifiutarsi alle richieste che gli venissero fatte, ed è obbligato ad eseguire le prescrizioni senza opposizione o pretesa di rimborso. Contravvenendo l'appaltatore sarà obbligato a pagare una multa di L. venti per ogni volta, e che sarà ritenuta sul mandato che gli potrà competere come appresso.
7)Avvenuta l'approvazione del verbale di aggiudicazione, l'aggiudicazione deve dare all'Amm.ne una fidiiussione di sua fiducia che con lui resti solidamente obbligato per l'esatta esecuzione dell'opera. può invece dal fediussore prestare una cauzione in contanti di L.500 da depositarsi presso questa Banca salvo sempre la garazia voluta dalla legge per la stabilità dell'opera.
8)Il prezzo dei lavori sarà pagato dall'Amm.ne all'assuntore in concorso col fediussore, se vi sarà, un quarto al cominciare dei lavori, un quarto a metà dei lavori in fabbrica, un quarto dopo l'ultimato la fabbrica, ed il saldo dopo il collaudo definitivo, non che della dichiarazione di ricettiblità dei lavori fatta da persona tecnica di fiducia dell'Amm.ne.
9)Ove l'appaltatore non consegnerà l'opera nel periodo di tempo fissato all'art.3° di sottoporre alla multa di L.50 per ogni settimana di ritardo, avendosi per compiuta la settimana incominciata.
10)Nel caso i lavori siano dichiarati irricettibili l'appaltatore è obbligato rifarli per conto proprio, e non essendoli fra un mese l'Amm.ne può farle eseguire in suo danno e spese.

mercoledì 16 dicembre 2009

I Briganti di Venosa

Un mio carissimo amico di Venosa, Antonio B., mi ha chiesto gentilmente di mettere sul blog i nomi dei Briganti venosini, eccoli qua:

Brienzi Rocco fu Gerardo, morto il 25.1.1862;
Briscese Giovanni di Rocco, Morto il 25.1.1862;
Ciano Michele. Contadino, venne fucilato;
D'Argenzio Vincenzo, condannato a 10 anni di carcere;
Dunavar Vincenzo, fucilato a Venosa nel 1861;
Faruolo Michele, arrestato e successivamente fucilato;
Luongo Vincenzo, alias Azzella, cadde in conflitto nel 1862;
Maiorella Pasquale;
Musto Pasquale fu Canio. Venne fucilato a Venosa nel 1862;
Piedicorcia Domenico fu Domenico. Venne fucilato a Venosa il 25.1.1862;
Renola Michele, fu Saverio.

martedì 15 dicembre 2009

I confini di Rionero

I nuovi confini di Rionero stabiliti dalle due Commissioni di Rionero e di Atella anno 1880.

...Il prelodato on. sig. G. Fortunato riferisce che, nel mattino, intervenne lunga discussione tra le due Commissioni, e concordemente fu stabilita, per la detta ripartizione del tenimento, la seguente linea di demarcazione:

Dalla Croce del Monaco, su confine di Ripacandida, alla Torre degli Embrici, e di la, venendo giù pel vallone dello Scalzacane, alla Gualchiera e al molino di Mezzo: donde, sempre lungo il torrente, che scende dalla valle dell'Arena, alla Fontana grande della Francesca e allo incontro dell'altro piccolo torrente, che sbocca in quello, passando al disotto del ponticello della strada dè Bagni e del Ponte nuovo della via Nazionale, e proseguendo, oltre questa , sino alla Loggia di Liborio, alla Cappella del Priore e, da ultimo, alla Boscaglia di Mezzo del Bosco di Monticchio. Dalla Boscaglia di Mezzo seguire, verso nord, il confine orientale di detto bosco fino allo incontro denominata Montagna del Vulture; e, lungo il rimanente confine della stessa montagna, tirar diritto su per la strda delle Neviere, che da Rionero conduce a Foggiano, seguitando fin giù alla Fontana dè Piloni: per poi piegare a man sinistra, discendere dalla così detta Pietra della Scimmia e, da questa, a' ruderi dell'antica badia di Sant' Ippolito, trà due laghi, rimanendo il piccolo nel territorio di Atella e il grande in quello di Rionero. Dalla badia alla Croce di San Michele e al fiume Ofanto, dividere per metà il detto bosco di Monticchio.
Rionero 7 Novembre 1880

Panoramica


sabato 12 dicembre 2009

No..No...non è Rionero. NATALE A SALERNO




Quando si va fuori Rionero, lo si fa anche per vedere cose nuove e belle per poi poterle applicare nella nostra realtà!!!!!! ( chi vol' cape'.....capisc' )

martedì 8 dicembre 2009

Storie di Briganti

Poco dopo l' Avemaria, quando i bravi soldati eranoo già rientrati ne' quartieri, ed avevan deposte allora le armi, giunge l'annunzio in Piazza, che una bandiera bianca sventolava alle ultime case dell'abitato di Sant'Antonio, e qualche grido di gente armata si era udito di: viva Francesco II! In un attimo diffusa la notizia, si son visti què valorosi correre, verso il punto minacciato, per diverse vie, loro non per anco note, onde affrontare i miserabili, che facevano l'audace tentativo di sorprendere il paese in un'ora che essi credevano propizia alla bisogna, e gittarvi l'allarme, sperando che il popolo avesse secondato i loro disegni, e così nel generale tumulto, riuscire a prendere la rivincita, schiacciando quelle forze, da cui dura lezione avevan poco innanzi ricevuta. Ma venne fallito il colpo, perrochè la plebe, tra perchè attonita dal precedente combattimento e dall'esempio della fucilazione del giorno, tra perchè non disposta reazione, trepidante si era chiusa nelle case. avvenne quindi che gli sconsigliati della banda Donatello, fugati sul Vulture, nel numero non più che una cinquantina, guidata da Romaniello, penetrando nell'abitato chi per valle di Sant'Antonio, chi per Chiancantina e per il Calvario, vennero, col maggior possibile slancio di soldati italiani, parte uccisi, parte messi in fuga, al grido per quelli, di viva il Borbone!, per questi. di: viva il re Vittorio!; sicchè, dopo circa un'ora di orrendo tirar di colpi, ebbe fine la tragica scena.
In questo secondo fatto, di onorevolissima menzione per la Truppa, perdè la vita un soldato. Dè contrari, parecchie le vittime, i cui cadaveri, tranne uno, furon fatti la notte sparire da mani ingnote, e parecchi altri fatti prigionieri. Si conquistò la bandiera, riccamente ornata delle armi di Casa Borbone. Il resto fuggì trepidosamente.
COMANDO DEL CORPO DI OPERAZIONE DI RIONERO, Rionero 25 Aprile 1861.

lunedì 7 dicembre 2009

BRIGATA PISA, 30° REGGIMENTO Storie di briganti

Giunta a Rionero la divisione del 30° Reggimento comandata dal capitano sig. Attilio Gennari verso le ore undici antimeridiane del 16 Aprile 1861 veniva spedita la 6° compagnia, condotta dal tenente Monzini Giovanni a Barile, e giunta colà, abbattuta la bandiera bianca, bandito il disarmo, prendeva posizione al Convento delle Orfane. Poco tempo appresso la sentinella, dal monte sotto la fontana della Forbice, dava segno di allarme, e colà pochi istanti dopo s'impegnava una viva fucilata, che durò più di un'ora. La posizione cattiva e la sproporzione delle forze costrinsero la 6° compagnia a ritirarsi, giacchè non si credeva sostenuta. In questo mentre la Guradia Nazionale di Rionero, comandata dall'esimio capitano P. Corona aveva attaccato i briganti sulla destra, e con fuoco di circa due ore li decideva alla fuga. Porzione dell'8° compagnia comandata dal capitano Taruffi, avendo pure presa posizione su di un'altura al disopra del casino del sig. Lopes, onde scoprire il paese, decideva i briganti a gettarsi verso Melfi; buona parte però di essi entrarono in Barile, e fu allora che la 6° compagnia prendendo a forza il Convento delle Orfane, attaccava il paese di fronte, e la Guardia Nazionale, situandosi sulla località San Pietro, lo attaccava sulla destra, mentre una parte di essa, rimasta nella primitiva posizione, attaccava il paese sulla sinistra e l'8° compagnia, situandosi sulla destra della Guardia Nazionale, e spingendo un pelottone sempre più a destra, quasi interamente cerchiava il paese. Il fuoco con Barile durò circa due ore, dopo le quali i briganti gettandosi nelle sottoposti valli, presero in piena rotta la via di Marcàrico.

sabato 5 dicembre 2009

I Briganti Rioneresi

Antonacci Giovanni nato nel 1838 si costituì nel 1864, condannato ai lavori forzati;
Barilotti Giovanni nato nel 1837 Fucilato ad avigliano nel 1863;
Barone Vincenzo;
Bonnet Maria Giovanna nata nel 1839, prostituta. Nel 1863 fu presa dai briganti di Larotanda Michele come donna di piacere;
Calce Marco nato nel 1768, condannato ai lavori forzati;
Campanella Giovanni nato nel 1834, fucilato a Rionero nel 1861;
CApobianco Giuseppe ucciso da Tommaso Coppiello nel 1863;
Cardillo Michele nato nel 1841, morì a Barile nel 1861;
Caruso Francesco nato nel 1845, alias Dentuzzo, venne ucciso dai compagni nel bosco di Monticchio nel 1863;
Casella Pasquale nato nel 1833, alias Barone fu ucciso nel bosco di Ripacandida nel 1864;
Catena Giuseppe nato nel 1840, condannato ai lavori forzati;
Consiglio Angela nata nel 1834, condannata ai lavori forzati;
Consiglio Donato nato nel 1838, alias Barrozzino, condannato ai lavori forzati;
Consiglio Matteo, alias Barrozzino, fu ucciso nel 1864;
Contristano Pasquale nato nel 1827, fucilato a Rionero nel 1861;
Crocco Carmine, alias Donatelli, nato nel 1830 condannato ai lavori forzati;
Di Biase Michele nato nel 1820, fucilato nel 1862;
Di Giulio Felice catturato nel 1863;
Di Lucchio Caterina nata nel 1833, arrestata nel 1863;
Di Noia Giuseppe nato nel 1832,arrestato nel 1861;
Ferola Michele arrestato a Melfi;
Forcillo Giuseppe nato nel 1836, fucilato a Calitri;
Grandone Giuseppe nato nel 1837, alias Roccotiello;
Grieco Gerardo arrestato a Melfi;
Grieco Michele arrestato a Melfi;
Iannella Giuseppe;
Lardieri Nicola ucciso nel 1863;
Larotonda Antonio, alias Ciccariello, ucciso a Monticchio;
Larotonda Antonio nato nel 1838, alias Ciccariello, ucciso a Rionero dai Carabinieri;
Larotonda Arcangelo nato nel 1834, presentatosi, venne fucilato nel 1863;
Larotonda Donato nato nel 1833, morì in carcere;
Larotonda Luigi nato nel 1844, ucciso a Monticchio;
Larotonda Michele nato nel 1834, alias Paliotto;
Laurenzo Francesco nato nel 1832, condannato ai lavori forzati;
Luongo Vito;
Maitilasso Francesco nato nel 1843, condannato ai lavori forzati;
Odessa Vincenza, fucilata ad Atella nel 1863;
Palazzo Carmine;
Palazzo Michele nato nel 1829, morì in carcere;
Palese Francesco nato nel 1821, condannato ai lavori forzati;
Paolino Pasquale;
Papera Donato nato nel 1841, ucciso a Ruvo del Monte nel 1862;
Piccirillo Luca;
Pinto Marco, ucciso nel 1863;
Pisano Michele, arrestato nel 1862;
Placido Antonio ucciso nel 1863;
Pruonto Donato;
Roberto Donato nato nel 1844, presentatosi, venne fucilato nel 1863;
Romaniello Luigi;
Salandra Pietro;
Spera Giovaniello nato nel 1820;
Spera Pasquale nato nel 1826;
Tardugno Francesco nato nel 1830, condannato ai lavori forzati;
Vaccaro Arcangelo nato nel 1821;
Volonnino Giovanni nato nel 1838, condannato ai lavori forzati.