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giovedì 25 febbraio 2010

Dal Catasto Onciario, Archivio di stato Napoli 1753

Queste le contrade ove i rioneresi coltivano i campi e le vigne:
S. Antonio, Pietra di Solofra, Cugno di Atella, Valloni, Confina di Ribacanna, Serro di San Francesco, Scavuni, Gaudo, Ventarulo, Torre, Fontanelle.

Contrade abitate dai rioneresi:
Monte dei Morti, alla Via di Atella, contrada che va verso Barile, contrada del Piano di Chiancantina che va verso Sant'Antonio, contrada che dalla valle di Sant' Antonio va verso la Piazza, contrada che dalla Piazza va verso l'Annunziata, contrada che gira diestro la Costa verso ponenete, contrada che dal Piano della Costa va verso Atella.

fonte Rionero F.L. Pietrafesa

lunedì 22 febbraio 2010

La Masciara

La Masciara era una donna anziana in grado di "incatare" le persone afflitte da malanni. O meglio incantava le persone colpite da malocchio e che manifestavano tale malanno con mal di testa, mal di pancia, senso di vomito, oppressione, ansia ecc...
Per rinnovare tale capacità di incantare, la masciara ogni anno a Natale partecipava alla messa di mezzanotte e recitava le formule per nove volte;ogni anno doveva ripetere tale rito altrimenti avrebbe perso questo potere. Durante il rito di incantare la masciara, nella formula, faceva ricorso alla Trinità ed ai numeri sacri. Il paziente veniva con le dita crocesegnato per tre volte sulla fronte. Adddirittura, anche in assenza del paziente, la masciara applicava questo suo potere su oggetti che appartenevano al paziente stesso, crocesegnando gli oggetti.

venerdì 19 febbraio 2010

La Cantin' di Zazzarin'

La cantina di Zazzarin', cioè di Angelo Maria Zazzarino, si trovava in Via Generale Pennella n°24 a Rionero a circa un centinaio di metri dalla chiesa dei Morti, ed era di proprietà dell'ing. Catenacci.
Era un locale abbastanza frequentato dai rioneresi,contadini, artigiani commercianti, dove trascorrevano le lunghe serate invernali a mangiare la specialità ru lu baccalaj, la tripp' chi i catapan', accompagnati con il buon vino del Vulture. Oltre a mangiare, nella cantina si poteva giocare a carte, la scop, tre sette, briscola e la stopp', o fare u mizz' gir'! Altro gioco che la cantina offriva era il gioco del tucch', gioco fra diverse persone che tirano un numero con le dita e, dopo la conta, si attribuivano le cariche si padron' sott', chi vol' bev' la mort'.
La cantina, dopo varie gestioni, rimase aperta fino agli anni sessanta!

martedì 16 febbraio 2010

La Fiera

La Fiera è sempre stata per Rionero e non solo, un momento commerciale importante, tanto da richiamare l’attenzione dai paesi limitrofi.
Da anni la Fiera si svolge regolarmente in date precise, oltre ai mercati ogni 3° Venerdì del mese.
Si inizia il 25 Aprile con la Fiera di San Marco ( la fer’ r’ Sant’ Marc’). Ricordo che a questa fiera si compravano i Pulcin’ o u Pùrc'.
Il 20 Agosto ( si iniziavano e vedere sulle bancarelle zainetti, quaderni, portacolori, grembiuli, attrezzature per fare la salsa di pomodori…insomma preannunciava la fine dell’Estate e l’inzio della scuola)
L’ 11 Novembre la fiera di San Martino ( per comprare le scale per raccogliere le olive, ultimamente le reti e r’ manuzz’)
L’ 8 Dicembre la Fiera dell' Immacolata.( per me era la fiera di Natale )
Prima dell’ apertura dell’ospedale, la Fiera si svolgeva in Via Roma. Bellissima!
Partiva dal monumento a Michele Granata fino al bivio tra Via Roma e Via Fiera, vicino a u’ Putass’
Li, la Fiera di divideva in due. Una parte proseguiva per Via Roma fino a u Trappit r’ Ciancaglion,
L’altra parte proseguiva per Via Fiera fino su a r’ Furc’.
Nel piazzale, dove ora sorge il Centro Sociale, li si svolgeva il commercio degli animali da stalla e da cortile.
Ogni bancarella sembrava un piccolo negozietto. Si aveva l’impressione che era lì da sempre.
Vicino alla taverna Paradiso, si metteva sempre la bancarella di intimo, proprio sull’incrocio di biforcazione della fiera, la bancarella di giocattoli, su Via fiera i venditori di lampadari e mobiletti, oppure vicino all’ex Jazz bar i venditori di robe usate.
Alla fine di essa, lo spazio riservato anche ai marucchin'.
Particolari erano gli enormi panini che si mangiavano i venditori...non sò, avevano quella particolarità unica, pur di trattenere il cliente e vendergli qualcosa, riuscivano a mangiare e nello stesso tempo parlare. Bòh...quel modo di fare a me faceva venire l'acquolina in bocca!

domenica 14 febbraio 2010

Una ricetta lucana dell'antica Roma


Maiale ortolano


il maiale ortolano va dissossato per la gola come se fosse un otre. Va aggiunto ad esso un pollo ripieno, tagliato a pezzetti, di tordi, di beccafichi, di salsicce e della sua stessa carne, di lucaniche, di datteri disossati, di bulbi fabrili (affumicati e seccati al fumo di cucina), chiocciole sgusciate, malva, biete, porri, sedano, cavoletti lessati, coriandolo, pepe a chicchi, pinoli; bagna il tutto con 15 uova, e salsa cui avrai aggiunto dello zenzero; ci aggiungerai delle uova tritate. Cuoci e rassoda. arrostiscilo in forno. Poi lo taglierai sul dorso e lo bagnerai con questa salsa: mescola del passito con miele e poco olio. Quando bollirà legalo con l'amido.


Porcellum hortolanum: porcellus hortolanus exossatur per gulam in modum utris. Mittitur in eo pullus isiciatus particulatim concisus, turdi, ficedulae, isicia de pulpa sua, lucanicae, dactyli exossati, fabriles bulbi, cocleae exemptae, malvae, betae, porri, apium, cauliculi elixi, coriandrum, piper integrum, nuclei, ova xv superinfunduntur,liquamen piperatum. In furno assatur. Deinde a dorso scinditur, et iure hoc perfunditur. Piper teritur, ruta, liquamen, pasum, mel, oleoum modicum. Cum bullierit, amulum mittitur.

venerdì 12 febbraio 2010

Raccolta differenziata rifiuti

OOOOOOOOhhh..finalmente anche a Rionero ci sarà la raccolta differenziata dei rifiuti.
Ci sono tre contenitori per tre tipolgie di rifiuti.

Ricapitoliamo:

Contenitore GIALLO per raccolta multi materiale come: carta, giornali, riviste cartoni di imballaggio, plastica, alluminio, scarti di legno

Contenitore VERDE per la raccolta del vetro ( e solo vetro );

Contenitore MARRONE per rifiuti solidi urbani non recuperabili: cosmetici, pannolini, lampadine, polveri di aspirapolvere, cocci di ceramica.

Naturlamente, per chi ha la stufa o il camino, assicuriamoci che la cenere sia ben spenta altrimenti vi lascio immaginare la fine che faranno quei bidoni.

.....mi raccomando ( me compreso ), aiutiamo la raccolta differenziata, ne vale per il decoro di Rionero, della nostra salute e sopratutto per l' ambiente. Sarà un segno di civiltà!

ulteriori informazioni sul sito del nostro comune

www.comune.rioneroinvulture.pz.it

mercoledì 10 febbraio 2010

La Controra

Ma chi era o cos’era la Controra?
Per noi bambini degli anni 60 -70 e 80 era un personaggio inventato dalle nostre mamme, diverso da Pappacionn'; creato nelle loro fantasie per evitare che i bambini, nei pomeriggi assolati di piena Estate, uscissero a giocare per le strade.
L’orario della Controra era ben definito e andava dalle 14:00 alle 17:00.
I bambini, venivano messi a letto e a loro veniva raccontato che la Controra stava nei paraggi, pronto a catturare i bambini in strada.
I racconti sembravano quasi veritieri, a volte bastava anche qualche folata di vento di Favugn’ cavr’, rumori strani, ombre di qualche gatto di passaggio sotto le finestre messe in risalto dal buio della stanza o qualche macchina di passaggio per farci immaginare che il brutto personaggio era nei dintorni.
Poi con la voce bassa, quasi a non voler farsi sentire dalla Controra le nostre mamme ci dicevano:
Sent’, sent’ mo’ iè passat la Contror’.
Hai sentut’ la macn’? mmmm chissà ndò s’ jè fermat.
Durm’ e statt’ cett’. Quir’ se pass ra sott’ la fenestr’ e t’ sent’ parlà ‘n’nz’n’ vai chiù.
Chissà che r’ fac’ a querj criam ca aggapp’… lè lè nun c’ voglj manc' pensà!
Noi bambini impauriti ma nello stesso tempo eravamo al sicuro, protetti dalle nostre mamme accanto a noi sul letto, la Controra non ci avrebbe mai catturato!

martedì 9 febbraio 2010

La neve


Riprendo la poesia di mio fratello Nicola "Nev'ch" per ricordare i momenti in cui a Rionero la neve che cadeva ne era tanta.
Gli anziani ricordano ancora quando la quantità di neve che si raccoglieva ne era così tanta che erano costretti a fare le gallerie per porte uscire fuori di casa, oppure quando davanti alle porte dei rioneresi la neve diventava gialla perchè in mancanza di servizi igienici nelle case...........bèh da allora il detto: quann' s' squaglj' la nev' enz'n for' i strunz'!
Ricordi recenti invece, di quando andava via la corrente elettrica la notte e dentro le case si accendeva u' cirocin' per fare un pò di luce.
Mai addormentarsi cu' lu' cirocin appicciat', si sentiva urlare: Uagliò stut' lu cirocin' se' no se frec' tutt' l'arj.
Era consuetudine durante le nevicate anche la mancanza di acqua; puntuale come la mancanza di elettricità
Ricordo che a San Francesco mancava l'acqua perchè scoppiavano i tubi alla Cruciecchj.
Tutti i sanfrancescani a riempire l'acqua alla villa alla stazione.
Durante le nevicate il contadino di Rionero non stava con le mani in mano. Aveva sempre qualcosa da fare:
Cuvrnà r' frusc'cul :cuneglj e gaddin' con frunn' pi i cuneglj e u pulon p' r gaddin': però...come era gustosa quella carne di conigli e galline cresciuti con alimenti naturali.
Cuvrnà u mul, con fieno o d' urscj;
Oppure in casa vicino alla stufa o al camino faceva la sc'nestr ( la ginestra per legare le viti ). Faceva tanti mattlecchj e poi bruciava u cul' ( bruciava i filini dell'estremità posteriore della ginestra );
I contadini più esperti si dilettavano a fare i panar', cest' e i scupedd'.
I tempi odierni, bèh.... di neve ne fa poca, e quando la fa, il rionerese rimane in casa a guardare la TV,tanto la corrente elettrica non va più via.
R' r' frusc'cul oramai non se ne ha più l'esigenza, tanto supercati e macellerie ci abbuffano di carne e uova di tutti le varietà

domenica 7 febbraio 2010

La Francesca

La Francesca è una località ben conosciuta a noi rioneresi.
Si trova sul confine del comune di Atella ed ha una peculiaretà: lì vi si trovano le fonti di acqua minerale acidula ( acqua acetl' ). Infatti proprio in questo luogo ci sono aziende che imbottigliano l’acqua minerale e la esportano in tutta Italia.
Le aziende sono:
Cutolo;
Traficante attualmente è della Coca Cola che imbottiglia la Lilia;
Fonte Itala
E fino a qualche trentennio fa vi era anche la Fonte Pompei.
Ma, parlo sempre di circa una trentintina di anni fa, nella zona delle sorgenti vi si trovava una fonte libera, cioè una fonte con due canali dalla quale sgorgava liberamente l’acqua
Per noi rioneresi era una prelibatezza. Ricordo che almeno una volta al mese, era consuetudine andare a riempire le bottiglie di acqua.
Mezzi utilizzato per arrivare alla fonte erano: u' motazzap’, il vespino anche solo per riempire una sola cassetta, o con il mulo per i contadini che rientravano dal SCAUZACAN'
Sul carrello si caricavano le "cascette" in legno di bottiglie vuote ( di vetro) e via verso la Francesc’.
Per arrivare alla fonte, bisognava attraversare una fiumerella e, arrivati li, bisognava addirittura attendere la fila, tanta era la gente che si approvvigionava di quell’acqua acetl'
L’acqua che sgorgava era tanta e freschissima. Addirittura si potevano riempire due bottiglie alla volta per canale.
Un bel giorno i canali smisero di erogare l'acqua ( l’acqua fu inglobata da una delle aziende di cui sopra ) e per noi rioneresi finì quel via vai alla Francesc’ e ci adeguammo a comprare i fardelli di acqua minerale addizionata di anidride carbonica nei vari supermercati.

giovedì 4 febbraio 2010

La chiesa di Sant' Antonio a Rionero

Unico monumento storico del moderno Rionero, quella chiesa è opera, senza dubbio, della prima metà del secolo XIII, ma dell'antica costruzione non avanzano se non le mura laterali con due sottili ed eleganti finestrette ad arco tondo: l'abside, non si può dir quando, venne interamente rifatta. La forma era ed è semplicissima, ad una sola navata. Se vera la bolla di papa Eugenio III del 1152, potrebbe esser succeduta a una chiesa e a un possibile villaggetto Sancti Angeli de Eremitis. Niente però autorizza a credere, che sia appartenuta, anticamente alla badia di Monticchio.
Il culto di sant' Antonio abate ebbe cominciamento dalla città di Vienna, nel Delfinato, spaventevolmente colpita l'anno 1089 dall' ignis sacer, una specie di eresipola cangerosa, che infierì per tutta Italia nella seconda metà del secolo XII.

Documenti:


Item la ecclesia in loco de Santo Antonio de Arenigro de Atella, con tutti li soi intrati e raggioni, sono e spettano alla Mensa Episcopale di Rapolla, e quelli che demorano in ditto loco correspondano le intrate a ditta Mensa Episcopale.
Melfi 1547


La Terra di Atella tiene un casale detto Arenigro, distante da detta Terra circa tre miglia, dove abitano da 45 fuochi di Albanesi incirca, quali habitano dentro grotte accomodate con fabbrica, et vicino detto casale vi è una ecclesia detta si sant' Antonio; il quale casale Arenigro si può augumentare, come tuttavia si va augumentando.
Orazio Grasso 4 Aprile 1615


da Rionero Medievale G. Fortunato

mercoledì 3 febbraio 2010

I quartieri di Rionero

Noi rioneresi ci siamo sempre identificati dai quartieri di provenienza, oppure dalle strade in cui vi si abita:

Chian' ri i Murt'; Piano dei Morti
Chian' cantin'; Piano delle Cantine
R' Furc'; Le Forche
La Cost'; La Costa
Chian' r' Cicc' Tonn'; Piano di Cicc' Tonn'
Casett' alla Stazion'; Casette alla Stazione
La Stazion'; La Stazione
Chian' r Savzezz'; quartiere abitato prevalentemente dalla famiglia di cui il soprannome
La Chiazz'; La Piazza
A Sant' Antonj; Sant' Antonio
U' P'tass o R' Querc'; Il Potasso
La Sces' ri i Canucci; La discesa dei cagnolini;
La Strad' r cilindr'; La strada di cilindro
U Pont' R' Firr'; Il Ponte di Ferro

quelli periferici;

San Francesc'; San Francesco
Frascoll'; Frascolla
I Sci Cavun'; Gli Scavoni
Lu avr'; zona Gaudo
R' Funtanedd'; le Fontanelle;
I 16 Pont'; I 16 Ponti