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domenica 16 dicembre 2012
Monticchio..altri tempi
martedì 11 dicembre 2012
Rionero vista da San Alfonso dei Liguori 1750
Non avendo tempo Alfonso di girare tutta la Diocesi di Melfi, preferì la
terra di Rionero ad ogni altro luogo, perchè più bisognosa (abitò nel 1750 per tre settimane in una casa all'inizio della salita dei Canucci) E' questa una
Popolazione nuova tra la Terra di Barile, e quella di Atella, ma benchè nuova, è numerosa di dieci, in dodicimila
Anime. Vi concorre ognuno, perchè esente da' pesi; ed è composta per così dire,
da tante diverse Nazioni.
Quì Alfonso ebbe molto che fare. I diversi geni, i naturali non conformi,
le gare di preferenza, e di acquisto, ed altro, che vi era, non faceva esente
il Popolo da gravi disordini. Vi regnava la frode, i contratti erano tutti
inviluppati; risse, e rancori non ci mancavano. Alfonso pose la pace nelle
Famiglie: estirpò i tanti abusi: fece conoscere ad ognuno i doveri di Cristiano
verso Dio, e di Vassallo al proprio Principe. Vi piantò nella Terra una soda
divozione. Stabilì in comune in Chiesa la meditazione delle Massime Eterne ogni
mattina, e la Visita ogni sera a Gesù Sacramentato, ed a Maria Santissima.
Fondò, e ristabilì delle Congregazioni; ed invogliò tutti alla frequenza de'
Sacramenti, con far vedere ad ognuno quanto bene si ricava dalla Comunione
frequente.
Perchè la Terra è situata in varj siti distanti tra di loro, e non potevasi
da tutti comodamente convenire nella Parrocchiale, pregò Monsignor Basti, a
voler situare per comodo del Popolo, come si fece, il Divin Sacramento in due
altre Chiese, e fece vedere la necessità, che vi era dello stabilimento di
altre due Parrocchie. Anche questo sarebbesi eseguito, come si eseguì dal suo
Successore Monsig. de Vicaris, se quel zelante Vescovo, non fosse stato
prevenuto dalla morte. Fu così preso per Alfonso, e per la sua Congregazione il
Popolo di Rionero, che anche fece capo dal Sovrano, per veder stabilita una
nostra Casa in quella Terra.
Soddisfatto Rionero, volle Monsig. Vescovo che anche portato si fosse colla
Santa Missione nella Terra diRipacandida. Ci fu Alfonso anche per visitare, e
partecipare dello Spirito di quelle Religiose Teresiane, che con tanta
edificazione, e stretta osservanza vivono in quel nuovo Monistero.
Avendoci dato gli Santi Esercizj, non so, se profittò più egli conferendo
colle Monache, che profittato avessero le Religiose ascoltando le sue prediche.
Moderò bensì le austerità corporali volontarie, che condetrimento del corpo,
erano in eccesso, volle altra discretezza, specialmente nel vitto; ed impose
qualche altro respiro per sollievo del corpo, e dello spirito. Ammirando la
santità del luogo, non mi avrei creduto, disse,trovare un garofalo, come
questo, sopra una Rupe.
Per mezzo de' suoi, non mancò soccorrere anche la picciola Terra detta
Ginestra: Popolazione nella medesima Diocesi, formata tempo fa dagli Albanesi,
ma destituita di aiuti spirituali.
Tratto dalla biografia di San Alfonso dei Liquuori di padre Antonio Tannoia 1750
domenica 2 dicembre 2012
I Briganti...son tornati.( le cose belle a Rionero)
martedì 20 novembre 2012
domenica 28 ottobre 2012
Il personaggio (soggetto) nella foto
Il personaggio nella foto è ( era ) il capitano Sala (in seguito maggiore) , il quale il 20 Settembre 1943 arrivò a Rionero con un drappello di paracadutisti italiani della Divisione Folgore del Raggruppamento Nembo di cui ne era al comando.
Il 24 Settembre del 1943, propose di far saltare in aria la casa del Sibilia ( ricordate la storia del furto della gallina e la reazione del Sibilia il quale ferì un militare italiano?) con tutti coloro che l'abitavano. Poi, in accordo con il comandante tedesco, decisero di procedere ad una rappresaglia che suonasse come monito per tutti quelli che ostacolavano i loro movimenti : fucilazione del Sibilia e di altri cittadini da prendere sul posto.....
Il 24 Settembre del 1943, propose di far saltare in aria la casa del Sibilia ( ricordate la storia del furto della gallina e la reazione del Sibilia il quale ferì un militare italiano?) con tutti coloro che l'abitavano. Poi, in accordo con il comandante tedesco, decisero di procedere ad una rappresaglia che suonasse come monito per tutti quelli che ostacolavano i loro movimenti : fucilazione del Sibilia e di altri cittadini da prendere sul posto.....
sabato 27 ottobre 2012
Lettera di Stefano De Mattia, sopravvissuto all'eccidio nazifascista di Rionero
Lettera scritta da Stefano De Mattia, sopravvissuto all’eccidio
nazifascista di Rionero del 24 Settembre 1943, ed inviata al Ministero del
Tesoro
Il giorno 24 Settembre 1943, durante la ritirata dei
tedeschi dall’Italia Meridionale, il sottoscritto venne catturato assieme ad
altri 16 concittadini di Rionero in Vulture e portato alla periferia del paese
( Rione S. Antonio) per essere fucilato come ostaggio in seguito ad un
incidente verificatosi fra due soldati tedeschi che avevano rubato una gallina
ed il proprietario di quest’ultima certo Pasquale Sibilia, anch’egli successivamente
fucilato.Dopo averci sistemati a ridosso di una piccola altura i tedeschi
piazzarono alcune mitragliatrici leggere e fecero fuoco contro di noi. Nella
confusione del momento e fra lo spavento generale il sottoscritto ha sentito i
primi spari e si è sentito mancare senza rendersi conto se fosse stato colpito
o meno. Più tardi, rinvenendo piano piano, si è visto tutto insanguinato e quasi sepolto dai compagni di sventura ormai cadaveri.
Evidentemente i tedeschi, che pure avevano dato il colpo di grazia agli agonizzanti,
non si erano accorti che il sottoscritto giaceva sotto gli altri svenuto e
ferito leggermente alla gamba.
domenica 21 ottobre 2012
Paesaggi del Vulture
sabato 20 ottobre 2012
venerdì 12 ottobre 2012
Benvenuti a....Rionero o Ripacandida?
Questi cartelli si possono trovare all'ingresso di Rionero dalla superstrada.
Ma... siamo a Rionero o Ripacandida...????
E poi C//da San Francesco è anche un quartiere di Rionero!
DILEMMA!
martedì 9 ottobre 2012
sabato 6 ottobre 2012
Panorami del Vulture
lunedì 1 ottobre 2012
Rionero: Via Crucis anno 1956
sabato 29 settembre 2012
giovedì 20 settembre 2012
Lavori in Piazza G. Fortunato
Il pubblico che assiste ai lavori;
Li ci sono: Geometri, Architetti, Muratori, Ingegneri, Progettisti...
Gli operai veri e lavorano con un tensione addosso non indifferente.
Li ci sono: Geometri, Architetti, Muratori, Ingegneri, Progettisti...
Gli operai veri e lavorano con un tensione addosso non indifferente.
mercoledì 5 settembre 2012
lunedì 23 luglio 2012
domenica 15 luglio 2012
Superstrada Potenza Melfi Uscita Rionero
domenica 8 luglio 2012
Le tasse secondo G. Fortunato
Non appena caddero le bende, parve che al Nord di essersi accompagnato ad un corpo morto, al Sud di aver troppo perduto nel far getto della sua autonomia; per molti anni quello credette di pagare esso per tutti, questo sospettò di essere considerato non altrimenti che una terra di conquista; superbo sino all'insolenza il primo, irrequieto e loquace il secondo. Poi le cose cambiarono alquanto: al Nord fu forza riconoscere che pur essendo ricco, era proporzionalmente meno gravato di tasse, al Sud, che, qualunque sacrificio valeva bene il prezzo d'entrata nel mondo della civiltà.
G. Fortunato 1880
G. Fortunato 1880
lunedì 2 luglio 2012
domenica 17 giugno 2012
martedì 12 giugno 2012
sabato 2 giugno 2012
domenica 27 maggio 2012
domenica 20 maggio 2012
giovedì 3 maggio 2012
L' emigrazione in Basilicata, intervista a Giustino Fortunato
L’emigrazione in Basilicata, relazione del Cav. Ausonio
Franzoni, Roma, Tip. Nazionale Bertero, 1904.
L’On. Giustino Fortunato, volle accordarmi esso pure, un’ora
d’interessantissimo colloquio. Ne riportai l’impressione che, se l’ingegno è in
Lui preclaro, la cultura vastissima e nobilissimi gli intenti, è in Lui,
altresì, così profondo lo scoraggiamento, così sradicabile la sfiducia in ogni
provvedimento, fin ora discusso, per rialzare le sorti del Mezzogiorno, e,
principalmente della Basilicata, da togliere ogni ardire, ad inoltrare
qualsiasi pratico suggerimento.
“Fra vent’anni, egli mi disse, allorché l’Italia, si sarà
veramente accorta, che tutto il Mezzogiorno è una cancrena inguaribile, Ella mi
darà ragione! Ho percorso a piedi, tutta la parte montana del Mezzogiorno e ne
ho studiato a fondo le condizioni geologiche; per me, i miglioramenti agricoli,
sono una illusione, la terra non dà, perché non può dare. Eccettuate alcune zone
della Campania e della terra di Bari, il resto è destinato, in tempo
relativamente breve, a diventare deserto. Sarebbe quindi gettata ogni somma,
che si volesse spendere in impossibili miglioramenti come credo, che i denari,
che si spendessero in ferrovie e bonifiche non servirebbero ad altro, che a
sfamare momentaneamente parte di quelle misere popolazioni. Per la Basilicata,
la triste condizione dell’agricoltura viene dalla formazione geologica del
terreno; e, perciò, quella regione, non sarà mai rimunerativa per l’agricoltura
ne potrà essere ricca. Anzicchè profondere tesori in strade, ponti e gallerie,
converrebbe alleviare, anzi abolire del tutto, i tributi di qualsiasi genere;
poiché colà esiste, nei nove decimi della popolazione, l’impossibilità di
pagarli. Qualunque legge di sgravi che debba essere applicata con uguali
criteri, in tutta l’Italia, non avrebbe che la parvenza della giustizia; ma
sarebbe, invece, affatto iniqua. La perequazione arriverà quando saranno
completamente disseccate, le fonti di vita di gran parte del Mezzogiorno, e,
prima di tutto, quindi, della Basilicata. Sgravi adunque, ad ogni costo ed in
ogni cosa; sarebbe forse questo, l’unico mezzo di ritardare (giacché non credo
si possa evitare) un non lontano spopolamento. Non sono d’accordo con chi crede
nella colonizzazione nuova della Basilicata con elementi nordici; perché sono
convinto che, salvo in qualche raro punto, gli emigrati periranno vittima della
malaria, o, degenereranno, e la terra non avrà guari miglioramento dal mutato
lavoro. Il valore dei concimi che si dovrebbero apportare per mutare la
composizione del nostro suolo sarebbe superiore al valore di esso.
Quindi io ritengo che l’emigrazione sia uno sfogo che
conviene lasciare aperto, od aprire sempre più, giacché è tanta misera gente
che almeno va a morire lungi dai nostri occhi.” Esisteva tanta amarezza nella
voce vibrante del mio onorevole interlocutore, ch’io non osavo interromperlo,
pur non comprendendo il perché di tale pessimismo, in un uomo notissimo e per
la modernità delle sue idee, e per la filantropia delle sue opere. Pure non potei
a meno di osservargli, a questo punto, come, secondo le sue parole, data
l’impossibilità di guarir l’ammalato, si dovesse rinunziare anche ai rimedi per
mantenerlo, più a lungo, in vita. “Conviene rinunziarvi, rispose, perché tutto
ciò che non è radicale, è una pura farsa. Se Ella vuol far opera buona insista
unicamente sopra la necessità di sgravi di tributi, speciali pel mezzogiorno,
specialissimi per la Basilicata. Le ripeto, che quando il contadino saprà di
non esser costretto a pagare quello che non può, sotto la minaccia (che Ella
avrà constata non esser vana) d’esser cacciato anche dalla sua tana, non
penserà ad emigrare; perché, fatalmente, è legato a quel suolo, che pur non basta
a dargli i mezzi d’esistenza. Non sono, perciò, d’accordo; colla proposta,
dell’On. Sonnino circa lo sgravio parziale della tassa fondiaria nel
Mezzogiorno, perché ne approfitterebbe chi non ne ha bisogno; mentre i miseri
ne ritrarrebbero minimo profitto. Conviene ch’essi non vedano più la faccia
dell’esattore; se no, è meglio lasciarli partire, e se chi rimane, è
maggiormente aggravato, tanto peggio per esso!”. Ci trovavamo negli ambulatori
di Montecitorio; e già il mio interlocutore era stato, ripetutamente, avvisato
che lo si attendeva, per discutere negli Uffici, intorno al progetto per la
diminuzione del prezzo del sale, al quale, egli, come un infinità di persone,
che me ne parlarono in Basilicata, si dimostra contrario; mi congedò, quindi,
cortesemente, lasciandomi convinto, bensì, ch’esso è contrario ad ogni misura
di carattere provvisorio; ma non manifestandomi alcun concetto concreto, di ciò
che radicalmente e costituzionalmente si dovrebbe fare.
domenica 29 aprile 2012
Tracce di Rionero
Nel territorio Atellano vi sono quasi dappertutto delle molte
lave vulcaniche, ed iv,i piucchè altrove si ebbero a manifestare i fuochi
sotterranei tra nostri Appennini, forse chi sa, se anch’ essi surti forza di
fuoco, sebbene quasicchè tutti e specialmente quelli, che sono verso Muro sieno
di pietre calcarie E’ fertile in dare agli abitanti tutti i generi di prima
necessità e soprabbondanti al proprio mantenimento. Vi sono de luoghi addetti al pascolo degli
animali vaccini e pecorini che se ne fa con altre popolazioni. Nel 1456 soffri
danno dal terremoto. Nel dì 8 settembre del 1604 si rovinò tutta da altro
terremoto e vi morirono 100 abitanti ed altrettanti rimasero feriti e le
monache si ritirarono in Melfi.
Troiano Caracciolo principe di Melfi ne fu padrone, e per
ribellione di Giovanni suo successore fu data nel 1530 a Filiberto Chalon. Nel
1532 fa data ad Antonio di Leyva principe di Ascoli, il quale essendo andato in
patrimonio, fu venduta dal S.C. a Giulio Cesare di Capua principe di Conca per
ducati 5000 e poi venduta a Gio. Batista Caracciolo per ducati 16000 nel 1618. Nel 1624 Carlo Caracciolo vi ebbe il titolo di
Duca. Fu poi venduta a Fabio Gesualdo, col patto de retrovendendo. Fu però
ricomprata da Eufrosia Gusman madre di esso Leyva . Nel 1647 la comprò sub hasta S. Consilii,
insieme col casale di Rionero, D. Giuseppe Caracciolo. venduta ad istanza del patrimonio
di Carlo Filomarino , qual compra non fu registrata nè Quinternion, i a motivo di alcune pretensioni del Regio Fisco, et signanter, perché il detto casale di Rionero era stato eretto
senza licenza della Regia Camera, la
quale intendea di esigere la pena dal possessore. Questa famiglia tuttavia la
possiede ch’ e propriamente la Caracciolo del Sole dè principi di Torella.
Nella numerazione del 1532 gli suoi abitanti, furono tassati per fuochi 532, nel 1545 per 593 nel 1561
per 622, nel 1595 per 582, nel 1648 per 160, e nel 1669 per 137 e in oggi non
oltrepassano il numero di numero di 1500. Vedes i dunque quanto fosse mancata
la di le popolazione dallo scorso secolo a questa parte.
Tratto da: Dizionario Geografico_Ragionato del Regno di Napoli, di Lorenzo Giustiniani.
A Sua Maestà Ferdinando IV Re delle Due Sicilie.Anno 1797
domenica 22 aprile 2012
LA FERROVIA POTENZA-ROCCHETTA SANTA VENERE
GAZZETTA UFFICIALE DEL REGNO D'ITALIA
Roma, Sabato 25 Settembre Anno 1897, Numero 223
Roma, Sabato 25 Settembre Anno 1897, Numero 223
Questo tronco importante che unisce le Puglie con la Basilicata
e l'Avellinese ed era l'ultimo della ferrovie complementari Ofantine, fu
solennemente inaugurato il giorno 21 corrente con lo intervento delle LL. EE, i
Ministri onorevoli Prinetti, Branca e Gianturco.
Tralasciando i particolari della gita inaugurale, che demmo
a suo tempo, crediamo opportuno pubblicare ora i seguenti dati tecnici sulla
linea stessa.
Mediante la Convenzione 20 giugno 1883, approvata con legge del
20 luglio successivo, venne dal Governo affidata alla Societa Italiana per le
Strade Ferrate Meridionali la costruzione della importante linea Rocchetta
Melfi-Potenza, che forma parte del gruppo
delle Ferrovie Ofantine, facente capo alla stazione di Rocchetta Santa Venere
sulla sinistra del fiume Ofanto.
Il primuo tronco della linea, da Rocchetta a Rionero,
trovasi al pubblico esercizio sino dal 10 agosto 1892. La data apertura del secondo
tronco da Rionero Potenza, essendo stabilita in otto anni, a partire dalla data
di approvazione del progetto esecutivo, doveva scadere nel giorno 5 settembre
1898;
però la Società, avendo sviluppati i lavori con energico e
costante impulso, li porto prossimi al compimento sino dal principio del
corrente anno, cosicchè, per accordi intervenuti col Governo, potè essere
anticipata quasi di un anno e stabilita per il 18 settembre 1897 Ia data
definitiva dell'apertura dell'esercizio della intera ferrovia.
La nuova linea eor Potenza, uscendo dalla stazione di Roccchetta-Santa
Venere alla quota di 217.59 sul mare, attraversa l'Ofanto sopra un ponte in
muratura a doppio binaria, costruito in sette archi della luce di metri nove
ciascuno, che serve anche per la linea Rocchetta-Gioia del Colle.
Le due linee sottopassano poi insieme, con breve galleria,il
contrafforte estremo della collina di Santa Venera, e all' uscita da questa
galleria si distaccano, mantenendosi però sempre a poca distanza, ma a diverso
livello, per circa un chilometro e mezzo.
In seguito la linea por Potenza, sviluppandoli a mezza costa,
attraversa in galleria i colli Caprai, Capannola, Paradiso, Seminiello, Maria
Giovanna, Solorso e Paglia e perviene alla Sella del Cardinale che sottopassa
con una galleria lunga metri 1521, sboccando nella valle della Melfia; e
percorrendo questa valle con andamento quasi parallelo alla strada provinciale,
arriva alla stazione di Melfi posta alla progressiva chilometrica 16+162.98 ed
alla quota 498.
Dalla stazione di Melfi la linea sale alla formata di
Rapolla attraversando il colle di S. Agata in galleria ed i valloni S.
Margherita e S. Agata con viadotti; quindi dirigendosi con una successione
quasi non interrotta di gallerie e di viadotti attraverso i colli Foresta,
Fontanalba, Muzzonetto, Pantano, Costantinopoli, Pietra Nera e Barile, giunge a
questa stazione posta al km. 22+818.40 ed alla quota di 640.25.
Dopo la stazione di Barile, la ferrovia procede par circa
due chilometri e mezzo sempre allo scoperto, tranne in corrispondenza della
trincea al km. 23+100, pel cui consolidamento fu necessario costruire una
galleria artificiale lunga metri 71, e perviene al termine del primo tronco in stazione
di Rionero-Atella-Ripacandida, situata al km 25+823.58 ed alla quota 641.5
L'andamento altimetrico della ferrovia in questo primo
tronco è in salita da Rocchetta fino al km. 12+240.11, nell’ interno della
galleria Cardinale, o la massima pendenza delle livelletto è dèl 28 per mille;
in seguito. la linea discende fino alla stazione di Melfi, con pendenza
inferiore al 10 0100, riprendendo poscia la salita verso Rapolla, Barile e
Rionero con pendenze variabili non superiori al.27 0100.
Dopo Rionero la ferrovia si sviluppa in ascesa lungo le altè
pendici che formano il versante destro della Fiumara d'Atella, siino alla
Regione Piano la Spina, nella quale è stabilita la fermata di Forenza al km.
33+749 47.
Sottopassando poi in galleria le colline d'Agromonte, Pietramästelluzza
e Ceraso, sormonta la Sella che divide il versante Adriatico dal versante. Jonico
e scende nella valle dal Salice che attraversa alla quota 739.14 arrivando alla
stazione di Castel Lagopesole posta alla progressiva chilometrica 45+174.34.
Dalla stazione di Castel Lagopesole seguendo l’andamento
della strada provinciale lungo le regioni di Sarnelli e Possidente, la linea viene
ad imboccare la galleria di Monte Quattrocchi, lunga metri 1827, nell’ interno
della quale si raggiunge la quota 799 sul livello del mare, che è il punto
culminante dell'intera linea Rocchetta-Melli-Potenza.
Lo sbocco della galleria Quattrocchi si effettua in corrispondenza al Vallone Grosso, superato il
quale la linea ai sviluppa per un tratto
di circa due chilometri lungo il fianco
orientale scoperto del Monte S. Angelo, dove collocata, al km.50+421.10, Ìa
stazione di Pietragalla.
Dopo questa stazione, impiantata alla quota 193, la ferrovia
scende con pendenza costante dall'undici per mille attraverso i contrafforti
del monte Sant'Angelo, con la galleria Giardiniera, lunga metri 203 e con la
galleria dell'Appennino, Iunga metri 3320, e sbocca nel fondo della valle della
Tiera, presso il suo innesto ol vallone
Lavotána, alla quota 751.
Superata la Tiera con un ponte viadotto a tre luci di metri
dieci che serve pure per la strada
comunale di accesso alla stazione di Avigliano e pervenuta a questa stazione,
al chilometro 55+ 025.8, la linea scende per circa quattro chilometri e con una
pendenza variabili non maggiori del 18
per mille, lungo la valle della Tiera,sino alla sua confluenza col torrente
Rioviaco presso il km 50, dove si ha la quota 703; quivi abbandonato la valle
della Tiera rimonta quella del Riviaco, con livellette in salita fino al colle
di Pietracolpa, che viene attraversato con una galleria lunga metri 1920.;
Uscendo dalla galleria, la linea oltrepassa in discesa i
valloni Macchia Romana e Branca sul
versante sinistro del fiume Basento,
girandolo il fianco occidentale della Sella di Santa Maria ed arriva alla
stazione di Potenza Superiore, collocata a nord ovest della città alla quota di
741.45 od alla progressiva 65 + 225.93 da Roccehetta. In seguito, attraversando
in galleria la Sella di Santa Maria, la linea si porta a valle della strada di circonvallazione
di Potenza e discendendo poscia con pendenze massime del 25 par mille fino al
piede della valle del Basento, va ad innestarsi alla staziona di Potenza sulla
linea Napoli-Metaponto alla quota di 670.98.
La lunghezza della ferrovia dall'asse del fabbricato Viaggiatori
di Potenza risulta di km. 69+035.23.
La ferrovia attraversa trentanove gallerie della complessiva
lungh. di m. 17057, fra le qualli meritano speciale menzione per loro lunghezza
le gallerie del Cardinale, Quattrocchi, Appennino e Pietracolpa.
La galleria Cardinale fu scavata par intero in argille
spingenti e si dovette attaccarle da varî punti, mediante quattro pozzi, dai
quali, il più profondo raggiunge l'altezza di metri 62.
La galleria Appennino richiese lavoro continuo di tre anni,
attaccandola dagli imbocchi e da due pozzi profondi 72 e 94 metri ed eseguendo
impianti di notevole importanza pel
sollevamento e l'introduzione dei materiali, per lä ventilazione e per l'ostrazione
delle acque sorgenti. La natura geologica del nucleo centrale costituito da
argille scagliose sconvolte o da argille plastiche ed umide, fu causa di eccezionali
difficolta per le spinte esercitate sulle armature degli scavi e sui
rivestimenti murari. Le opere d'arte comprese fra Rocchetta o Potenza sono in
numero di 244, delle quali 62 di principale importanza, e fra queste sono degne
di nota il ponte sul fiume Ofanto ed i viadotti sui valloni Sportoni, Paglia e
Cardinale. Da Rocchetta Melfi; i
viadotti S. Margherita, Pantano e quello del km. 21+790 fra Melfi e Rionero.
Nel secondo tronco da Rionero a Potenza meritano speciale menzione
i viadotti La Conserva, Canalicchio, Del Monaco, Forno, Cerasa e Lamarone tra
Rionero e Castel Lagopesole ; i viadotti sui valloni Paola Doci, Grosso,
Carriero, D'Andrea e Bastiari tra Castel Lagoposole e Monte S. Angelo ; i due
ponti obliqui sulla Tiera e quelle sul Rivisco, ed i viadotti sul vallone
Branca e sul vallone di S. Vito in prossimità alla stazione di Potenza.
La lunghezza totale delle opere d'arte principali sulla nuova
linea risulta di circa quattro chilometri; cosicche, sopra sessantanove chilometri
di linea, ventun chilometri circa sono rappresentati da gallerie o da opere
d'arte principali, senza tener conto dei manufatti secondari e delle numerose
opere di consolidamento e difesa specialmente occorse e nei tratti fra Barile e
Rionero, fra Quattrocchi e la galleria Appennino, e lungo lo Valli della Tiera
e del Riviseo.
Per poter sviluppare i lavori con la voluta sollecitudine,
fra Rionero e l'Appennino, ove le località percorse dalla linea sono generalmente
prive di strade rotabili e di materiale da costruzione, la Società delle Meridionali costrul un binario di
servizio in sede propria a scartamento di ottanta centimetri, esercitato con
trazione a vapore dalla stazione di Rionero a quella di Pietragalla con una
lunghezza di trenta chilometri, prolungandolo in seguito di altri undici chilometri
sopra la sede stabile della ferrovia fino al colle di Pietracolpa.
Deve inoltre ricordarsi il provvedimento preso dalla Società
concessionaria di costruire lungo tutto il percorso da Melfi al kil.68 apposite
condutture d'acqua che, alimentate da
sorgenti diverse, mentre servono per la regolare rifornitura delle locomotive
in alcune delle stazioni, forniscono l'acqua potabile allestazioni ed alle
fermate.
Le case cantoniere stabilite lungo la linea sono in numero di
67. Le stazioni di Melfi, Barile, Rionero, hanno il fabbricato viaggiatori
cinque aperture; quella di Castel Lagopesole, Pietragalla ed Avigliano e le
fermate di Rapolla e di Forenza hanno il fabbricato per viaggiatori a tre
aperture; infine nella stazione di Potenza Superiore il fabbricato viaggiatori
costruito tipo speciale a nove aperture, con pensilline metalliche verso i binario e verso l'abitato.
Sono munite di magazzino--merci con piano caricatore le stazioni
di Melfi, Barile, Rionero, Castel Lagopesole e Potenza Superiore; hanno il solo
piano caricatore scoperto la fermata di Forenza e di Pietragalla AvÏgliano.
Tutta la linea è armata con rotaie d'acciaio da metri 12 del
tipo meridionale posato per ciascuna su 14 traverse munite di piastre
d'appoggio.
sabato 21 aprile 2012
mercoledì 18 aprile 2012
Due comuni differenti sulla stessa strada. Rionero e Ripacandida


lunedì 16 aprile 2012
Paesaggio del Vulture
domenica 8 aprile 2012
domenica 1 aprile 2012
GAZZETTA DI MILANO 26 AGOSTO 1819
Il 31 dello scorso Luglio, Rionero comune posto i confini dell antica Lucania, propriamente alle falde Vulture, corse pericolo di essere sommerso da torrente, che precipitò improvvisamente dall' alto del monte. Per fortuna lo strepito delle acque, il quale annunziò, qualche tempo innanzi il loro arrivo, mosse il più gran numero della popolazione a cercare un asilo onde poter salvarsi dall'imminente catastrofe. Una parte del comune, e propriamente quella posta nella Valle di S Antonio, restò interamente inondata: furono in due punti atterrati, gli acquidotti destinati a raccogliere I torrenti che precipitano dal monte: in pochi istanti tutto fu preda delle onde, dalle quali appena rimasero illese poche abitazioni, ed in pochi istanti andaron perdute le fatiche di lunghi anni passati e la speranza di molti anni futuri. Questa scena di orrore fu renduta ancora più spaventevole dal terrore che invase gli animi minacciati da rovine anche maggiori. In mezzo a questa luttuosa sventura l' umanità ebbe di che consolarsi, tanti furono i tratti di virtù dati da quanti sono abitanti di Rionero! Ognuno dimentico di sé stesso, comparve in quel giorno unicamente sollecito della salvezza comune. Animati da nobile sentimento, tutti accorsero premurosi all'altrui sollievo. Alcuni forastieri, i quali aveano avuto il dolore di vedere involate dalle acque alcune balle di mercanzie, riebbero tutti gli oggetti perduti dalle mani di poveri contadini, che riuscirono a salvarli dalla corrente, la quale aveali già trasportati in sito lontano. Un miserabile operajo che, non osservato da alcuno, avea rinvenuto ricca borsa di danaro appartenenti ad altro viaggiatore, non fu lieto se non quando l'ebbe restituita nelle mani del proprietario che piangeala perduta.
Non rammenteremo i tratti di bella generosità che spinse molti a cimentar la propria vita per salvare l' altrui: basterà citarne un solo. Il torrente trasportava galleggiante sulle acque un fanciullo in una cuna di vinchi; e giunto ad un sito, in cui la valle si apre in ampia voragine èra per precipitarlo senza speranza di soccorso. Quel commovente spettacolo anima il coraggio di virtuosa donna, la quale si slancia in mezzo alle onde, stringe fra le braccia il fanciullo semivivo, e ritorna sulla sponda lieta del suo glorioso trionfo. Ecco quali sono gli abitanti di un paese che I' ignoranza spesso calunnia, e che serba ancora tutte le virtù degli antichi Lucani!
Il Monte Vulture, posto tra i confini della Lucania e della Puglia, fu celebrato da Orazio, perchè fanciullo ancora inoltratosi di soverchio nella foresta e sorpreso ivi dal sonno, si destò illeso dal pericolo cui erasi esposto dormendo in mezzo ad animali che avrebbero potuto attentare alla di lui vita. Perchè non rendere quel Monte illustre nei fasti della poesia moderna come lo è in quella dell antico Lazio? Qual soggetto più degno potrebbe presentarsi oggi alla lira di poeti i quali non amino disgradare il divino linguaggio delle muse
Non rammenteremo i tratti di bella generosità che spinse molti a cimentar la propria vita per salvare l' altrui: basterà citarne un solo. Il torrente trasportava galleggiante sulle acque un fanciullo in una cuna di vinchi; e giunto ad un sito, in cui la valle si apre in ampia voragine èra per precipitarlo senza speranza di soccorso. Quel commovente spettacolo anima il coraggio di virtuosa donna, la quale si slancia in mezzo alle onde, stringe fra le braccia il fanciullo semivivo, e ritorna sulla sponda lieta del suo glorioso trionfo. Ecco quali sono gli abitanti di un paese che I' ignoranza spesso calunnia, e che serba ancora tutte le virtù degli antichi Lucani!
Il Monte Vulture, posto tra i confini della Lucania e della Puglia, fu celebrato da Orazio, perchè fanciullo ancora inoltratosi di soverchio nella foresta e sorpreso ivi dal sonno, si destò illeso dal pericolo cui erasi esposto dormendo in mezzo ad animali che avrebbero potuto attentare alla di lui vita. Perchè non rendere quel Monte illustre nei fasti della poesia moderna come lo è in quella dell antico Lazio? Qual soggetto più degno potrebbe presentarsi oggi alla lira di poeti i quali non amino disgradare il divino linguaggio delle muse
mercoledì 28 marzo 2012
lunedì 26 marzo 2012
Ridefinizione confini Rionero - Ripacandida

Sulla ridefinizione dei confini tra Rionero e Ripacandida è intervenuta anche RAI 3. Sosteniamo I cittadini di Rione San Francesco, C/da Frascolla e Cappa Bianca affinchè possano essere cittadini di Rionero a tutti gli effetti e che non vengano iscritti automaticamente nell'anagrafe di Ripacandida
I confini el Comune di Rionero sono ancora quelli definiti all'indomani dell'acquisita autonomia della città agli inzi dell'ottocento. Secondo tali confini l'agro comunbale di Ripacandida lambisce l'abitato di Rionero. La distanza tra i due centri urbani è di circa 10km,così, paradossalmente la piazza di Rionero dista pochi km dal confine comunale con Ripacandida. Considerando l'intervenuta crescita demografica e lo sviluppo urbano determinatosi nel tempo, oggi i confini ottocenteschi non rispondono più ad una logica razionale. Le valutazioni di allora, infatti, producono problemi al territorio e ai cittadini, oltre a generare situazioni di disagio. Inoltre è necessario ricordare che il territorio in questione un tempo era di proprietà della famiglia Fortunato e che poi, è stato ceduto al Comune di Rionero. E' venuta a crearsi una situazione anomala in cui il Comune di rionero ne risulta il proprietario, pur ricadendo in territorio di Ripacandida. Nel tempo, è stato il comune di rionero che ha asfaltato le strade, che ha portato la luce, le condutture dell'acqua e del metano, che si occupa delle manutenzioni. I cittadini del territorio interessato frequentano gli asili e le scuole di rionero, si recano a piedi recono a piedi c/o gli uffici comunali di Rionero, sono registrati nell'anagrafe comunale di rionero, votano a Rionero, partecipano alla vita sociale e politica di Rionero.

domenica 25 marzo 2012
Rione San Francesco
Questa mattina ore 10:30 in Villa Catena a Rionero il comitato dei cittadini di rione S. Francesco, contrada Frascolla e Cappa Bianca si riunisce per un volantinaggio e raccolta firme. Sono tutti invitati a sostenere la causa per la ridefinizione dei confini comunali.
martedì 20 marzo 2012
sabato 10 marzo 2012
domenica 4 marzo 2012
S' Squaglj' la nev'...e....

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