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giovedì 31 dicembre 2009
U' Lag' ru' u' Pisc'
mercoledì 30 dicembre 2009
La Baronessa Rotondo e la Fontana Grande
martedì 29 dicembre 2009
Menphiti, Ruinae, Terremuoti

sabato 26 dicembre 2009
giovedì 24 dicembre 2009
Aùrji!!
a mèv, ai figli e
la patrona mia.
A màmm e a tàt
a sòr e fràt
e pùr ai cainat,
a cuggin, n'pùt e ziàn.
Alla àtt, a lu ciùcc e lu càn
e pùr a chi nun c'è chiù
fa nu p''zir pùr tu.
A la saròl e lu casciòn
ca auànn r cos
so giùt bòn.
Aùrji a tutt
a cumpagn e amic
e s' vulìt pur ai n' mic'.
P' Natàl n' 'mpozza mancà
carn, maccarùn e baccalà.
Aurji a Sìnc e amministrazion
chi sa facess'r na càsa bòn.
Aùrji pùr all' opposizion
s' quìrj sgàrr'n
m' nàtr n'do lu b'dòn.
Aùrji a priùt, monch e pìzòch
ca prèan p' nùj e ninnè pich.
AU'RJI A STU BELL PAES'
NDO VE'N TANTA GENT A FA LA SPE'S.
AU'RJI A LA MUNTAGN
CA N'UARD TUTT I JURN
E CA N PORT ARIA FRESC' CH
ACQUA E CASTAGN.
Poesia di Nicola Sperduto vietata la riproduzione
martedì 22 dicembre 2009
lunedì 21 dicembre 2009
Non solo Rionero ==CAPRI==
domenica 20 dicembre 2009
venerdì 18 dicembre 2009
mercoledì 16 dicembre 2009
I Briganti di Venosa
martedì 15 dicembre 2009
sabato 12 dicembre 2009
No..No...non è Rionero. NATALE A SALERNO
giovedì 10 dicembre 2009
martedì 8 dicembre 2009
Storie di Briganti
lunedì 7 dicembre 2009
sabato 5 dicembre 2009
venerdì 4 dicembre 2009
Come eravamo "Lavatoio di Rionero"
lunedì 30 novembre 2009
Prefabbricati post terremoto 1980 Rione San Francesco
venerdì 27 novembre 2009
Storie di briganti Rioneresi "Angela Maria Consiglio"

Angela Maria Consiglio, figlia di Marco e di Grazia Caputo,nacque a Rionero in Vulture nel 1834.
Contadina analfabeta, si era sposata molto giovane con un bracciante rionerese, certo Francesco Tardugno di Saverio, alias Bomba.
Condusse un vita misera lavorando presso la masseria di Don Biagio Lo Vaglio, proprietario terriero rionerese.
A pochi mesi dalla proclamazione del Regno d'Italia, delusa e amareggiata come tutti i contadini e pastori del tempo, in quanto aveva sperato nell'assegnazione di terre e/o pascoli, si unì con il marito alla banda del suo amico di infanzia Crocco.
La Consiglio, che fu, la prima donna lucana a sciegliere di diventare brigantessa, partecipò agli assalti e saccheggi di Ginestra, Ripacandida, Venosa e Ruvo del Monte, oltre a tutte le vicende criminose commessi dlla banda di Crocco.
Fu catturata alla fine del 1864 nelle vicinanze della casa paterna mentre cercava viveri.
mercoledì 25 novembre 2009
Come eravamo

Alcune foto della tratta ferroviaria Rionero Potenza.
Purtroppo la qualità dell'immagine non ottima.
Nell'ordine da sinistra:
Galleria presso la Stazione di Pietragalla;
Stazione di Potenza Superiore;
Stazione di Rionero Atella Ripacandida;
Galleria prima della Stazione di Avigliano
lunedì 23 novembre 2009
O'sci s'ingègn la fierròvia
ca s'ingègn la firràta;
o'osci ie fest', iè grannezza
nun pi tutt'!...Iè passiata
pi la prìma, prìma vòta;
vì la gente ca s'arròta!...
Tutti vòlono nghianà
pi virer e curiosà...
Fòra, fòra, scauzittòne,
sùl' pi te nun c'è vaggone!...
Ri bannèr a tre culùri
fann' la lonn' a l'aria aperta;
ri carrozz' a tiratùri
cì che nserta, vi che nserta!...
Io ra 'nterra uard' e aspett'...
senza manc' nu sicarett!...
Tutti pòtino nghianà
pi virer e curiosà...
E tu fòra, scauzittòne!
Alò, alò. Mo sni vàai!
Cummu fùsci,fùm, fùm,fùm e 'scama!
Sòpa da nun ngi so uàai;
oh Maronna, cumm' 'scama!
Fi!...Bu!...Tirlongh!..Tirling!...
Ta,ta,ta! Tirlongh!Tirlingh!...
Tutti, quìrii stanno dà
pi vier e curiosà...
Io so sùl e puviriedd'
cummi iè Ciammaruchiedd!...
Uh! mo nun si vère chiù...
Patratern', cum iè scappàto!
Ma 'nta n'ora o poco chiù
lu papòn sarrà turnàto.
Tutti quìrii pann' grirann'
viva, viva 'nquann 'nquann'.
Statti rent' a la Stazione
scauzzittòne, scauzzittòne!
Quann' si facìa la stràta
m' abbuscàv na cusaredd';
mo ca èia tirminàta
mamma mia iè puviredd',
e chiù tàta, e chiù tàta!...
Cummi bel l'avìm' ngarrata!
Io vurrìa pur nghianà
pi virèr e curiosà...
Fòra, fora, scauzittòne!....
Sùlo, sùlo, sul' a me
tocc'ra sta sott' sempe;
ma nquarcùn ngi pens' a me
nquarche vòta, si nun sempe?
Io lu crèro, io lu crèro,
ngì àv pinsàt a Riunero!
Via, via, ti qua chè ffài?
ca mo l'hai lu baccalàj...
Sùl pi vùi so scauzittòne,
sùl pi vùi; avìt ragiòn!
di Vincenzo Maria Granata
in occasione della inaugurazione della tratta ferroviaria Foggia Rionero 1892

sabato 21 novembre 2009
La Mala Sorte
Una, a levante, staccandosi dalla nazionale Appulo-Lucana scende livemente e poi mena alla stazione ferroviaria. Al suo punto estremo, presso la Sierra di San Francesco, svolta a sinistra e conduce a Ripacandida. All'altezza della caso di Rocco Curto diventa tratturove si spinge nei campi.
Un'altra declina in paese sulla destra, solca a ponente "il Calvario" e rotola verso Atella.
Nei pressi della fontana del "Posto di Atella", si diparte una via laterale a sinistra e questa, che è la terza, congiunge l'estremità meridionale della seconda con la Sierra di San Francesco, ma prima si è impennata dritta dritta. Così le tre arterie formano, ad occhio e croce, un grande triangolo irregolare nella cui area tira a campare e muore una popolazione di circa 15.00 abitanti.
Quasi nel mezzo, la via Umberto I che, dal vertice Nord sbiscia dinanzi al Circolo Artigiani, si stringe fino a divetare larga non più di due metri vicino a Carminuccio di Tracco, prosegue, dopo qualche curva, fino al Caffè di Camillo Corona, fino alla selleria di mastro Filiberto Piedilato e precipita alla Fontana del "Posto di Atella".
A valle delle due colline del Calvario e della Costa, la Piazza Grande. Verso ponente, vigila sul paese la Croce di Cristo innalzata sulla cima più alta del Vulture.......
.....Nelle campagne non c'è un palmo di terra che non sia coltivato così che tanti vigneti, tanti oliveti, tanti terreni seminativi riempiono l'occhio dell'osservatore. Il quale, se non conosce le vere condizioni della popolazione dice: Sia benedetto Iddio! ecco il regno di Bengodi!
Se poi guarda bene in volto la gente e se capire i pensieri degli uomini rapendoli dal bianco degli occhi, esclamerà:
Questo è il regno della mala sorte!
Ed a Rionero riconoscerà la capitale.
Però a Rionero in Vulture c'è aria fina: questo è indubitabile.
venerdì 20 novembre 2009
Storie di Rionero
Archivio di Stato Potenza Atti e processi di valore storico
Fatto del processo
Nel mese di Aprile ultimo, frequenti e numerosi assembramenti di popolani, già soliti da qualche tempo di riunirsi a suon di tamburo, armati di vari armi e di rustici strumenti, a comprometter la tranquillità di questo, comune, tendevano a sovvertire l'ordine pubblico, minacciando la vita de' cittadini ed invadendo l'altrui proprietà e precisamente nel giorno 30 detto mese, la casa di un proprietario per nome don Francesco Giannattasio fu assalita e manomessa da una moltitudine di contadini, taluni de' quali si impadronirono di acluni armi trovate ivi nelle mani di persone che vi erano a custodia e vi commisero altri danni e violenze. Si procedeva, quindi, alla istruzione delle pruove a carico de' principali e più coscienti autori di siffatti attentati; dal che risultava quanto segue:
Pruova Generica:
Dietro sopra luogo si è rilevato che la casa di don Francesco Giannattasio presenta trenta colpi di scure vibranti su portone con frazionamento del legname di cui è composto ed undici lastre delle finestre rotte dall'urto di pietre ed altri proietti lanciativi, il tutto col danno di D. 5,25.
Analoga perizia dichiara il valore di uno schioppo e di una pistola trovata presso due imputati, Gerardo Di Lucchio ed Andrea Viglioglia, ascende a ducati sei e grana 60 in totale ( ducati 3,60 e ducati 3 lo schioppo ).
Vi è la regolare ricognizione di ambo tali soggetti, che...dalla madre del danneggiato, il quale è assente.
Pruova Semplice:
Nicola Giordano era uno de' principali autori di disordini, incitando la plebe a commetter atti arbitrari, a commetter... invader quella proprietà che quella di desiderassero, non che minacciava la strage, ove si volesse opporre resistenza alle sfrenatezze che andava suscitando.
Egli non si ristava dal divulgar lo assurdo che la costituzione, dichiarando tutti gli uomini uguali, dia ai poveri diritto di toglier ciò abbisognassero ai ricchi. Ad eccitar poi mali umori tra la classe de' contadini e quella dè galantuomini era solito bandire di non doversi pagare alcuna sorte di dazio e precisamente quello che interessava lui direttamente come pizzicagnolo, poichè, diceva, il re avevalo abolito ed intanto i galantuomini si appropriavano di quel poveretto ( seguono le accuse contro gli altri rioneresi )
Tratto da RIONERO di Francesco Luigi Pietrafesa
martedì 17 novembre 2009
Storie
Eppure colà si trovavano vecchi gloriosi mutilati e veterani di Napoleone, crivellati di ferite prese in Spagna, Prussia, in Austria, o contro i Cosacchi del Don; colà si trovavano uomini che avevano sostenuto le turpitudini Borboniche, Repubblicane, Murattiane, Bonapartiste, e che so io quanti altri malanni......Quei vecchi nelle lunghe serate di Inverno si raccontavano le meravigliose storie della burrascosa loro vita, le battaglie vinte, gli atti di valore compiuti, il sangue che scorreva a torrenti pei campi di battaglia seminati di morti e feriti, e ciò temprava gli animi nostri ed istinti bellicosi e guerreschi.
In una di quelle case di cui ora vi ho parlato, la prima Domenica di Giugno dell'anno 1830 nacqui io da Francesco Crocco Donatelli e da Maria Gera di Santomauro"
dal bagno penale di Santo Stefano 1889
Carmine Donatelli Crocco
Come divenni Brigante
lunedì 16 novembre 2009
Monte Vulture

Filippo Palma, Veduta del lato orientale del Vulture, presa dalla Contrada detta il Calvario fuori Rionero 1851.
"Lungi dal presentare nel suo insieme la forma quasi conica e caratteristica dè monti vulcanici, risultando esso da varie colline più o meno alte, ed addossate l'una sull'altra a modo di denti di una sega, prende nel complesso la forma di un irregolare elissoide col maggior diametro diretto dal Sud al Nord, ove sonno le due più alte vette, distinte da quei naturali coi nomi di Pizzuto di Melfi, e Pizzuto di San Michele, e le intermedie con quei punta di Orlando, Li Ficozzi, le Neviere".
Tratto da G.M.Paci, relazione dè tremuoti di Basilicata del 1851.
sabato 14 novembre 2009
Nèv' ch'
Foto di Nicola Sperduto

venerdì 13 novembre 2009
RIONERESI NEL MONDO
Si chiama Tony D'Agostino, abita a Memphis, Tennessee.
E' di origini rioneresi in quanto suo bisnonno emigrò negli USA nel lontano 1886.
Egli si chiamava Pasquale D'Agostino e viveva a Rionero vicino la Chiesa Madre.
Nella foto in allegato, inviatami gentilmente da Tony e scattata nel 1897 possiamo vedere i nostri compaesani:
Pasquale, Rosa Gaudiosi (la moglie di Pasquale nata a San Fele), Raffaele (il fratello di Pasquale), Canio (il figlio di Pasquale), Anna e Maria Faustina (le figlie di Pasquale);
Nella foto a colori possiamo vedere Tony e la sua moglie Tammi sul ponte di Brooklyn.
Hanno una figlia Wendy e un figlio Aaron, un cane Ottone, e tre gatti Scoot, Tito, e Snoop.
Tony ha 50 anni e lavora presso una società di computer come programmatore.
Ha pubblicato su internet alcune pagine dedicate a Rionero, questi sono i link:
members.tripod.com/~toncxjo/rioneroinvulture.html
members.tripod.com/toncxjo/rionerese.html
ringrazio Tony D'Agostino per le foto.
giovedì 12 novembre 2009
Monticchio

martedì 10 novembre 2009
lunedì 9 novembre 2009
Tracce di Rionero
Gli itinerari non fanno menzione di un'altra strada che da Venosa , o dalle due adiacenze menava a Potenza, ma della sua esistenza ci assicura un marmo che si conservava nel castello di Lagopesole, al cui epigrafe è del tenore seguente:
IM.COES-
AVREL.VALER.
MAX: NTIVS. P.FL.
INVICTUS.AVG.
PONTIF.MAX.TRIB.
POTESTATE. VI.VIAM
HERCVLIAM. AD .PRI
STINAM.FACIEM
RESTITVIT
dalla riportata iscrizione si rileva che esistesse un ramo di pubblica strada in quei luoghi e che prendesse il nome di Erculia,forse perchè o costruito o restaurato da Massimiano Erculeo, compagno nell' impero Domiziano. Questa strada doveva partire da Venosa e penetrare nella Lucania pè vicini monti, oppure distaccarsi dall'Appia al luogo detto la Rendina, Ad Arundinem, ed indirizzarsi a Potenza,correndo per le campagne degli odierni comuni di Rapolla, di Barile, di Rionero, di Atella e di Avigliano. Comunque siasi, l'indicata epigrafe non ci lascia dubitare dell'esistenza di una strada tra Venosa e Potenza rifatta da l'imperatore Massenzio, e diversa dall'altra anche detta Erculia, che ammiravasi nel seno di Baja. Essa attraversava luoghi ragguardevoli dell'antichità quali pur sono quelli, che percorsi oggi dì dalla consolare, che da Valva conduce alle pianure di Lavello, giacciono alle falde orientali e meridionali del rinomato Vulture, di cui Orazio cantò:
ME FABULOSAE VULTURE IN APPULO
ALTRICIS EXTRA LIMEN APULIAE.
Ma gli antichi scrittori non avendoci tramandato le memorie delle città che potevano sorgere in quelle contrade, debbo limitarmi ad accennarne i pochi superstiti.
AVANZI TRA BARILE E RIPACANDIDA
...Tra Barile e Ginestra, nel luogo detto Ponticelli, maestosi avanzi si veggono di un antico ponte romano sulle rive della così detta Fiumara di Ripacandida...
AVANZI DI RIONERO
Sul colle detto Serro di S. Francesco ad oriente di Rionero, ed a piccola distanza da quel comune, si osservano avanzi di antiche fabbriche e non scarsi rottami. Quivi si sono scoperti idoli, medaglie d'oro e di argento ed altre anticaglie di importanza, senza che si conosca a quale antica città possano riferirsi. Si veggono ancora sulla loggia del monastero dè Cappuccini messo sulla sommità del Vulture alcuni antichi bassorilievi, una testa di serpente di bronzo ed un marmo con mutila iscrizione latina, ma s'ignora come e donde siano stati colà trasportati.
TRATTO DA:LA CORONA DI CRITONIO DI ANDREA LOMBARDI 1848
sabato 7 novembre 2009
Terremoto del 14 Agosto 1851 Articolo tratto dal Lear
Napoli 27 Agosto 1851
Le notizie sul terribile terremoto di Melfi del 14 u.s. raggiungono Napoli con molta lentezza, Ciascun bollettino reca notizia di un'accresciuta quantità di danni, e di un aumentato numero di vittime umane, assime ai partciloari di una catrastofe senza precedenti nella penisola italiana. Ho incontrato molte persone di Melfi, e dai loro racconti mi sforzerò di darvi un'idea di questa immane tragedia.
La mattina del 14 Agosto era molto afosa;l'atmosfera era plumbea. E' stato notato che un insolito silenzio caratterizzava il mondo animale. Il ronzio degli insetti era cessato, i volatili erano muti; non un soffio d' aria muoveva l'arida vegetazione. Alle due e mezza, circa, la città di Melfi dondolò per circa sei secondi e quasi tutti gli edifici crollarono......Un'altra piccola città, Barile, è letteralmente scomparsa; dalla viscere della terra è emerso un lago dalle acque calde e salate... Procedo a raccontarvi alcune esperianze dirette di persone che sono arrivate a Napoli dalla scena del disastro.." Stavo viaggiando - dice uno - ad un miglio da Melfi, quando vidi tre carri tirati da buoi. In un attimo, i due più distanti precipitarono nelle viscere della terra:dal terzo vidi scendere un uomo ed un ragazzo che si precipitarono in un vigneto che costeggiava la strada. Poco dopo, nemmeno tre secondi, anche il terzo carro venne inghiottito"....Un altro testimonedice: " Melfi e il territorio circostante sono uno scenario tristissimo: case distrutte o parzialmente in piedi, il terreno squarciato qui e là da profonde crepe, in cui è possibile scorgere attività vulcanica; gente che erra stupefatta; uomini in cerca tra le rovine, donne che piangono, bambini in cerca dei loro genitori, e qualche disgraziato che porta via pezzi di mobilio. Le autorità non si trovano in nessuna parte." Un terzo afferma. Sono di Melfi, e mi trovavo vicino al monastero al momento del terremoto. Un contadino mi aveva appena detto che l'acqua del pozzo era bollente; pochi minuti dopo vidi cadevere il monastero. caddi a terra e non vidi più niente. credevo di aver avuto un colpo."
Da una lettera del sig. Vittorio Manassei
Napoli 27 Marzo 1852
....A Rionero, il palazzo del signor Catena è ridotto solo al primo piano, ma nessuno della famiglia è rimasto ucciso. Le perdite umane in città sono circa 100.
---
Viaggio in Basilicata di Edward Lear (1847)
giovedì 5 novembre 2009
Curiosità

Nella foto accanto si possono vedere i resti di un aereoporto.
Infatti, il cancello di questa cantina in via Matteotti a Rionero, non sono altro che i resti di una pista di atterraggio di un aereoporto della seconda guerra mondiale, costruito dagli americani a Venosa in c/da Pantanelle.
Alla fine della guerra, l'aereoporto fu smantellato e qualche concittadino rionerese ne approfittò per portare a Rionero parte della pista utilizzandola nel modo più appropriato.
Altri resti della pista si possono trovare anche nei pressi dell'ospedale, sempre a Rionero.
Ringrazio Antonio Grieco e Carmine Barisiello per la consulenza storica.
mercoledì 4 novembre 2009
Lo sapevate che...?

lunedì 2 novembre 2009
Arniur busciard e stririuso
Rionero, bugiardo e a dispetto
Rionero, vedi, ti caccia una calunnia/e vattela a prendere con Cristo eleison!/ Rionero è una fontana di bugie/ di tanti intrighi e di malandrinerie/ di stridi e di vendette assai vili/ di guai sopra guai sopra guai!/ Ti bruciano, vedi, canneti e covoni/ ti tagliano le viti e i ..mustacchi/i mustacchi, voglio dire, i granoni/ con la falce ad uno ad uno, e i peperoni/ ti sradicano cipolle da giardino/ ti rovesciano botti di vino/ o ti imboscano, attenti, senza rossore/ più vili di ogni vile traditore/...Ah, un colpo/ allora dovrebbe prenderli tutti quanti/ femmine e uomini, e di più gli intriganti/ quei mariuoli della piazza/ Dio Mio! Che ho detto...!E se così, dove va a finire la razza?
di Vincenzo Maria Granata anno 1900
Tratto da Rionero storie sparse e disperse di Nino Calice
domenica 1 novembre 2009
Storie di Rionero
........Nomino mio erede universale Pasquale; i cui ozi ho sentito sempre dolorosi, nelle sue giornate di riscossioni, escussioni, sanzioni, amministrazioni. A lui lascio i vigneti del Serro, di Pian dell'Altare, i seminativi di Pallettieri, i pascoli della Bufata e di Bucito, la taverna di posta della via nuova, la cantine di vico Santuomunno, gli orti della Fiumara, case e botteghe di Rionero.......Sia rimessa puntualmente a Benedetto la rendita annua della morra di pecore delle Forche fino a compimento dei suoi studi a Parigi......Voglio che, al tempo delle maschere e dei suoni - e dei malvestiti! - sia macellato e ripartito ai poveri, ogni tanto, il più grande dei porci, dinanzi alla Chiesa di Sant' Antonio Abate, nelle cui grotte, di nostra proprietà, abbiano le nostre più grandi porcilaie.
Ciriaco dei Granata, Dicembre 1764, nella casa avita di Rione dei Morti.
D.S. Che sia estinto, alla scadenza del 1766, il debito da me contratto per le ristrettezze di quest'anno, di tremila ducati al nove per cento, con la famiglia Fortunato.
In quella notte di luna, hanno visto passeggiare insonne nell'immenso parco di casa, don Cherubino, come gravato di colpe e di debiti indicibili e irredimibili. La mia famiglia non deve gravare la famiglia Fortunato di altre pene, oltre quelle che già ha per la cupidigia di farsi padrone di tutto.
tratto da : Rionero Storie sparse e disperse di Nino Calice

giovedì 29 ottobre 2009
Diretta televisiva su Domenica 5 da Rionero

Domenica 01 novembre p.v., nella Città di Rionero in Vulture, si realizzeranno presumibilmente tre collegamenti televisivi in diretta nell’ ambito del programma Domenica 5 condotto da Barbara D’ Urso, in onda su Canale 5, dalle ore 13.40 alle ore 18.30.
I collegamenti saranno realizzati dal meteorologo Paolo Corazzon, del Centro Meteo Epson.
Due sono le locations individuate dalla redazione Mediaset: cortile di Palazzo G. Fortunato ed il Museo Permanente Privato della Civiltà; Contadina e del Brigantaggio, situato nella storica via Mazzini,al civico 73.
Trattasi di momenti interattivi ed ironici la cui durata sarà; compatibile con le esigenze mass mediatiche satellitari ed incentrati sull’aspetto folcloristico del brigantaggio.
Naturalmente l’occasione risulterà utile per la valorizzazione dei luoghi e delle tipicità eno-gastronomiche.
mercoledì 28 ottobre 2009
Torre degli Embrici....La Torr' per i rioneresi
